Riabilitazione, se di persona non si può parte quella on-line

Sono 260 i pazienti dei cinque centri San Stefar in provincia che stanno sperimentando le sedute “da remoto” sul web
TERAMO. La riabilitazione con l’emergenza Covid non si è fermata, almeno non per tutti. La prestazione principe che prevede un contatto stretto con il paziente si è trasferita sul web. Nei cinque centri San Stefar della provincia (Alba Adriatica, Atri, Roseto, Teramo e Sant’Egidio), sono 260 pazienti trattati “da remoto” con supporti informatici.
A marzo la Asl ha autorizzato i primi trattamenti on-line a pazienti con disturbi nel neurosviluppo e il 20 aprile la Regione ha esteso l’autorizzazione ai pazienti adulti. Molto attivo nella teleriabilitazione il centro ambulatoriale San Stefar di Roseto, che opera da più di 40 anni con un’equipe multidisciplinare, diretta da Antonella Papola.
La riabilitazione “da remoto” sta dando ottimi risultati. La coordinatrice dei servizi riabilitativi Anna Di Bonaventura spiega che «in tempo di coronavirus la riabilitazione si sposta a domicilio e lo fa con l’aiuto della tecnologia per dare continuità e non interrompere il percorso di riabilitazione già avviato». Luciana D'Eusebio è la fisioterapista di V.C., ragazza di 21 anni che fa da casa il proprio percorso riabilitativo. «Io posso monitorare attraverso il video i miglioramenti e nel caso variarne il trattamento , ma soprattutto non abbiamo interrotto la relazione e il rapporto di fiducia e di collaborazione in un periodo cosi lungo dove siamo stati costretti a stare in casa», osserva la fisioterapista che sottolinea come in questo modo «si mantengono le autonomie acquisite ed si evitano i danni da immobilità». La paziente conferma: «Con l’inizio dell’emergenza sono stata costretta, come tutti gli altri, ad interrompere le mie terapie, molto importanti per il tipo di disabilità che ho. Sono stata felice di reiniziare anche se in tele-riabilitazione con la mia terapista, perché così alcuni dolori sono diminuiti e ho trovato sollievo».
C’è anche la psicologia on-line. Marina Arrivas, psicologa, spiega che «del 9 marzo nel centro non è stato più possibile proseguire i colloqui psicologici “in presenza “con i nostri pazienti. Avvalendoci del supporto delle piattaforme informatiche abbiamo potuto proseguire il percorso psicologico iniziato in modalità dal vivo; iniziare un percorso psicologico in modalità a distanza e successivamente proseguirlo in modalità dal vivo; offrire aiuto in termini rapidi; iniziare un percorso psicologico per persone che hanno una mobilità ridotta a causa di una disabilità; iniziare o proseguire un percorso psicologico anche in un periodo caratterizzato da isolamento sociale, com’è quello che stiamo attraversando».
E’ stata sperimentata anche la riabilitazione logopedica on line. «E’ significativa», spiega la logopedista Laura Lori, «l’esperienza di un’alunna con cui è stato possibile dare continuità al trattamento già in atto, consolidando alcuni degli obiettivi terapeutici quali il potenziamento delle abilità di letto-scrittura e delle funzioni esecutive, attraverso l’utilizzo di software, piattaforme e risorse online». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

