Rianimazione Covid, rimasti solo due degenti: vicina la chiusura

Se non ci saranno nuovi ricoveri entro dieci giorni verrà sospesa l’attività del reparto del Mazzini Ormai sono solo sette i malati nelle due strutture della Asl. Ad Atri morto un anziano di Frondarola
TERAMO. Chiude la Rianimazione Covid dell’ospedale di Teramo. I numeri sempre più bassi dei ricoverati inducono la Asl a progettare la chiusura del reparto realizzato al pianterreno dell’ex sanatorio entro una decina di giorni.
I tempi li definirà con maggior precisione il direttore del dipartimento di emergenza e urgenza Stefano Minora, ma è evidente che ormai i numeri sono minimi. Ieri due pazienti, ormai negativi, sono stati trasferiti: una donna anziana nella Rianimazione di Sant’Omero e un uomo in una struttura riabilitativa di Porto Potenza Picena. Attualmente ci sono quattro pazienti ricoverati: due si sono negativizzati e quindi saranno presto trasferiti in un’altra struttura. Per gli altri due, ora positivi, è attesa a breve la negativizzazione. Dopo di che, non sarà più necessario tenere aperto un reparto attivato più di un mese fa, nel pieno dell’emergenza. Vista anche la grave carenza di anestesisti-rianimatori.
I NUMERI. Attualmente sono sette i ricoverati malati di coronavirus nelle due strutture Covid della provincia: i due di Rianimazione e cinque ad Atri. In questo ospedale ieri c’è stato un decesso: un 90enne di Frondarola, ricoverato la sera prima e morto ieri mattina alle 8. Due ricoverati in via di guarigione sono inoltre stati trasferiti nella Rsa di Giulianova.
Anche i malati in isolamento domiciliare si sono ridotti di molto: sono 143 in tutta la provincia. In particolare ne restano 28 a Teramo, 17 a Castiglione, 11 a Pineto, 10 a Montefino, altrettanti a Castilenti e a Giulianova, sei a Roseto così come a Silvi, due ad Atri. Anche ieri nessun nuovo caso positivo. I guariti sono 399.
OSPEDALE DI ATRI. Ieri sono state pubblicate all’albo pretorio della Asl le due delibere che danno il via alla riorganizzazione dell’ospedale di Atri in due ale, una Covid e una no. Per iniziare i piccoli lavori in muratura per distinguere nettamente i due settori e adeguarli alle nuove esigenze ci sarà bisogno però del via libera della Regione, atteso a breve. In ogni caso la prossima settimana inizierà la sanificazione dell’ospedale. Il cronoprogramma prevede la riapertura alle attività non Covid al San Liberatore già per fine mese.
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