Riaperti sei cimiteri ai visitatori

13 Dicembre 2016

Ultimati i lavori di messa in sicurezza, oggi pronti altri quattro. Record di sfollati: in un solo giorno 61 famiglie senza casa

TERAMO. Tornano in funzione i primi sei cimiteri messi in sicurezza. A quasi un mese e mezzo dalle scosse più forti, Comune e Team hanno riaperto i battenti delle aree cimiteriali che hanno riportato i danni meno gravi. Nei giorni scorsi sono stati resi accessibili quelli di San Nicolò, Poggio Cono e Caprafico. Ai quali, da ieri, si sono aggiunti i cimiteri nelle frazioni di Frondarola, Forcella e Rapino. L’attività di messa in sicurezza proseguirà anche nei prossimi giorni e già da oggi, stando alla pianificazione concordata dall’amministrazione cittadina con la società pubblico-privata che gestisce i servizi cimiteriali, potrebbero essere riaperte al pubblico le aree di Castagneto, Putigiano, Valle San Giovanni e Cartecchio. Per il momento si tratta, comunque, di riattivazioni solo parziali, limitate agli spazi che durante i controlli della Protezione civile non sono stati classificati come di categoria E nella quale sono ricomprese le strutture del tutto inagibili. Le parti più lesionate, infatti, richiederanno interventi radicali che prevedono tempi più lunghi destinati ad andare oltre la gestione dell’emergenza.

La messa in sicurezza, con reti e transenne, delle zone inagibili e la conseguente riattivazione di quelle meno danneggiate era stata disposta una settimana fa dal sindaco Maurizio Brucchi con un’ordinanza indirizzata alla Team. Quest’ultima, a seguito di una serie d’incontri con i dirigenti e i tecnici della società, era stata incaricata dei primi interventi necessari per consentire ai cittadini di tornare a visitare i loro cari defunti dopo il periodo di chiusura imposto dall’emergenza. Oltre ai sei già riaperti e ai quattro per i quali la riapertura è prevista per la giornata di oggi restano ancora da mettere in sicurezza sei cimiteri che risultano tutt’ora inaccessibili. Anche per questi ultimi, comunque, sono previsti a breve interventi che permetteranno quanto meno il ritorno in funzione delle zone meno pericolose. La priorità in questa fase è stata assegnata, secondo quanto indicato dal primo cittadino, alla riparazione dei loculi distrutti e che hanno lasciato scoperte le bare creando anche rischi di carattere igienico-sanitari.

I lavori di sistemazione dei cimiteri si somma ai controlli quotidiani dei tecnici della Protezione civile sulle abitazioni. Il sindaco ieri ha firmato ordinanze di sgombero per nove edifici che si trovano nelle frazioni di San Nicolò, Forcella e Miano, oltre che in via IV novembre, viale Bovio e corso San Giorgio.

A seguito dei provvedimenti sottoscritti dal primo cittadino 61 famiglie sono state costrette a lasciare le loro case per trasferirsi altrove. Al Coc, il centro operativo comunale che sta gestendo l’emergenza, ieri sono andate sei nuclei familiari sfollati e tutte hanno scelto l’autonoma sistemazione. Il bilancio dei danni, alla luce delle ultime verifiche, assume proporzioni sempre più pesanti. Gli sgomberi per inagibilità finora sono stati 464 e hanno interessato 397 famiglie, di cui solo 59 hanno deciso di andare a vivere in albergo. (g.d.m.)

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