Riaperto il ponte San Gabriele: la lesione era solo superficiale

L’Anas dà il via libera e in una nota precisa: «L’opera non è di competenza nostra, ma del Comune Noi stiamo eseguendo i lavori post-sisma, che sono molto complessi. Verranno ultimati entro luglio»
TERAMO. Intorno alle 19.30 di ieri è stato riaperto al traffico ponte San Gabriele, chiuso lunedì pomeriggio dopo che un cittadino aveva segnalato una lesione sulla carreggiata. Lesione che i tecnici dell’Anas, in seguito agli accertamenti eseguiti, hanno giudicato di lieve entità. Nella nota diffusa ieri dall’ente stradale si legge: «La fessurazione ha riguardato i soli strati di pavimentazione in corrispondenza della zona di un giunto che verrà realizzato in una fase successiva ai lavori già in corso».
L'Anas, nella nota, ha spiegato il proprio punto di vista sulla situazione generale di ponte San Gabriele, mettendo qualche puntino sulle “i” sia sulla gestione del tratto stradale che sui lavori avviati nel 2020 e ancora in corso. La società precisa che «non si tratta di un’opera stradale di competenza Anas, ma fa parte della viabilità comunale ed è gestita dal Comune di Teramo». E prosegue: «Sullo stesso ponte Anas sta effettuando gli interventi di riparazione dei danni provocati dagli eventi sismici del 2016, interventi che l’amministrazione comunale non poteva eseguire». L'Anas sottolinea poi la complessità dei lavori sul viadotto, «composto da nove campate per una lunghezza complessiva pari a 300 metri e con impalcati costituiti da sette travi» e che questi riguardano il solo ripristino dei danni da sisma. E prevedono: «il rinforzo delle pile e delle spalle mediante incamiciatura con calcestruzzo; l’allargamento dei pulvini delle pile; la sostituzione degli appoggi; il rinforzo strutturale e l’impermeabilizzazione della soletta degli impalcati; la posa in opera di giunti di impalcato; il rifacimento della pavimentazione; la costruzione del cordolo e l’installazione di nuove barriere bordo ponte». Gli interventi in soletta, già realizzati, hanno riguardato, in particolare, «la demolizione di circa tre centimetri degli strati ammalorati all’estradosso e il ripristino/rinforzo per uno spessore di circa otto centimetri previa posa in opera di apposita armatura», prosegue Anas, sottolineando che i giunti di sottopavimentazione verranno realizzati in fase successiva (dopo la completa sostituzione degli appoggi delle travi di impalcato) «anche per soddisfare le richieste avanzate dal Comune di temporanea riapertura al transito del viadotto».
Anas chiude la sua nota con una stoccata al Comune: «I lavori (post sisma, ndr) verranno ultimati entro luglio 2023 al netto delle parti d’opera che non potranno essere eseguite per la presenza di interferenze ancora non rimosse o fatte rimuovere dal Comune di Teramo».
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