Riapre la riabilitazione nel distretto sanitario
Atri, dopo le proteste la Asl riattiva il servizio chiuso quindici giorni fa Finite le difficoltose trasferte dei pazienti nei centri di Giulianova o Teramo
ATRI. Riapre riabilitazione nel distretto sanitario di Atri. Subito dopo la denuncia dell’interruzione del servizio, partita dalle pagine del Centro una quindicina di giorni fa, i responsabili dell’azienda sanitaria si sono messi in movimento per superare le difficoltà che avevano portato alla sua chiusura creando enormi difficoltà ai numerosi fruitori, soprattutto anziani e disabili, i quali sono stati costretti a rivolgersi a Giulianova o Teramo, per fortuna solo per un breve periodo grazie anche alla nostra denuncia.
I primi a far scattare l’allarme sono stati i rappresentanti in consiglio comunale del gruppo ‘Futruro In’ – formato da Domenico Felicione, Piergiorgio Ferretti e Giammarco Marcone – i quali hanno puntato l’obiettivo sulla riabilitazione mentre l’attenzione dei più era ed è ancora concentrata sul punto nascita dell’ospedale, in odore di chiusura secondo le strategie dell’amministrazione regionale. «Abbiamo appreso con soddisfazione», è il commento dei rappresentanti atriani di Futuro In «la notizia della riapertura del centro. Ringraziamo i responsabili per aver celermente riattivato un importante servizio per l’intero territorio delle Terre del Cerrano e della vallata del Fino, ribadendo che le prestazioni fornite dal centro riabilitazione del distretto sanitario di Atri va ulteriormente potenziato a favore dei disabili e dell’alta percentuale di anziani che risiedono in questa area così vasta. Basterebbe analizzare i dati dei cinque distretti della provincia di Teramo per verificare l’importante produttività del distretto atriano».
Tale servizio, infatti, ad Atri è molto utilizzato rispetto a quelli equivalenti erogati nelle strutture di Giulianova e Teramo, vista l’alta percentuale di anziani che risiedono in questa parte di territorio. Oltre alle prestazioni riabilitative, come hanno sottolineato i rappresentanti di Futuro in, la struttura atriana garantisce una serie di servizi indispensabili per le categorie in questione, come la fornitura di presidi medici, senza considerare le funzioni legate alle pratiche pensionistiche. Insomma, un servizio meno prestigioso rispetto a quello di far venire alla luce nuovi nati, ma altrettanto importante per consentire una tranquilla esistenza alla cosiddetta terza età. Tra l’altro va ricordato che nel Dsb atriano affluiscono anziani provenienti da un gran numero di centri dell’entroterra, pertanto la sua chiusura li avrebbe costretti a girovagare tra Giulianova e Teramo per poter accedere ai servizi necessari per migliorare il loro stato di salute. Un disagio durato appena qualche giorno, grazie al tempestivo intervento dei vertici dell’azienda sanitaria, a sua volta sollecitata da Futuro In attraverso le pagine del nostro giornale.
Federico Centola
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