«Riaprite al più presto» Ma i presidi sono incerti

27 Gennaio 2017

Il diktat dell’ufficio scolastico provinciale rischia di cadere nel vuoto mentre è attesa a giorni la visita in città del ministro dell’Istruzione

Ministero e ufficio scolastico provinciale premono affinché l'attività didattica nel Teramano ricominci quanto prima, ma i presidi, alla luce delle dichiarazioni della Commissione grandi rischi, esprimono dubbi e preoccupazioni. Oggi pomeriggio, al Parco della scienza, si terrà un incontro tra Comuni e Regione che vedrà tra i punti all'ordine del giorno anche il tema delle scuole, mentre è stata confermata la visita, a breve, in città del ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli.

IL TAVOLO TECNICO. Ieri mattina si è tenuto un tavolo tecnico sulla scuola, a porte chiuse, organizzato nell'auditorium dell'istituto cittadino Alessandrini. La riunione è stata convocata dal dirigente dell'ufficio scolastico provinciale e, alla presenza di un'ispettrice del ministero, ha visto la partecipazione dei presidi dell'ambito scolastico 4 (comprendente la città di Teramo e i comuni dell'entroterra) e i dei rappresentanti di Comune e Provincia. Nel pomeriggio l'incontro è stato poi replicato a Giulianova, all'istituto Crocetti, e ha coinvolto l'ambito scolastico 5 che riguarda i comuni costieri più Atri. «L'obiettivo è riaprire le scuole al più presto: quelle con classificazione A riprenderanno le lezioni fra mercoledì e giovedì, al termine delle verifiche della Protezione civile e dopo alcuni piccoli lavori di manutenzione», ha dichiarato il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Massimiliano Nardocci. In questi giorni Provincia e Comuni stanno infatti completando i sopralluoghi sugli edifici, tramite i controlli della Protezione civile. E se, per le scuole superiori della città capoluogo, le verifiche su Forti, Pascal e la succursale del Comi, che ospita classi del liceo Einstein, hanno già avuto come responso la classificazione A, si attendono i risultati dei sopralluoghi di ieri agli istituti Marino, Alessandrini, liceo scientifico Einstein e artistico Montauti. Nel frattempo, fa sapere la Provincia con una nota, sono stati disposti i lavori di sistemazione laddove necessari.

I MUSP. C'è chi, come il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, ha annunciato di aver richiesto formalmente dei Musp, i moduli per uso scolastico provvisorio, per le scuole primarie e medie dichiarate inagibili. Richiesta impossibile da attuare per la Provincia. Ha spiegato infatti il presidente Renzo Di Sabatino: «Se non ho scuole dichiarate inagibili dalla Protezione civile non posso ottenere dei moduli prefabbricati, inoltre gli istituti hanno mediamente lo stesso grado di vulnerabilità e quindi dovrei chiedere i Musp per tutti e parliamo di migliaia di studenti. Impensabile».

I DIRIGENTI. Ma la risposta non tranquillizza i dirigenti scolastici, che - dopo aver inviato una lettera al ministero esprimendo preoccupazione per le dichiarazioni, parzialmente rientrate, della commissione Grandi rischi sulle possibili scosse di 6° e 7° grado e sulla necessità di avere scuole capaci di reggere un tale urto - sono tornati a richiedere con forza le certificazioni di vulnerabilità sismica. «Non è solo un problema di responsabilità, ma anche di coscienza», dichiara Caterina Provvisiero, dirigente del polo superiore Di Poppa- Rozzi. In merito la Provincia fa sapere che per ottenere tale documentazione ci vorranno tre o quattro mesi. Le preoccupazioni dei presidi tuttavia non finiscono qui: i dirigenti esprimono anche il senso di scollamento fra il ministero e la situazione locale, la percezione di una distanza da colmare.

GATTI. E sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Paolo Gatti che, avendo preso parte al tavolo con i presidi, spiega innanzitutto che un decreto del governo renderà valido l'anno scolastico delle scuole teramane. Poi lascia intendere che ci siano voci discordanti, dai piani alti di ministero e Protezione civile, sull'arrivo dei Musp. «Che lo Stato si esprima con voce univoca», commenta. E conferma quindi la notizia della visita, a giorni, del ministro Fedeli.

Emanuela Michini

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