Riaprono duomo, S. Francesco e museo archeologico

30 Giugno 2017

ATRI. Ad Atri riaprono ai turisti la cattedrale, la chiesa di San Francesco e il museo archeologico. Dal primo luglio al 10 settembre la città ducale ritrova tre spazi prestigiosi sinora chiusi per...

ATRI. Ad Atri riaprono ai turisti la cattedrale, la chiesa di San Francesco e il museo archeologico. Dal primo luglio al 10 settembre la città ducale ritrova tre spazi prestigiosi sinora chiusi per restauri e per i danni provocati dal sisma. Verrà riaperto – ma solo per essere visitato – il duomo giudicato inagibile a seguito delle scosse di agosto 2016 e gennaio 2017. Riaperti anche per le visite la chiesa di San Francesco e il museo archeologico chiusi per lavori di restauro e ampliamenti da molti anni.
Il percorso di visite alla città, appositamente studiato e reperibile nel punto informativo del Comune, prevede la partenza dalla villa comunale per proseguire con il museo degli strumenti musicali, quindi il museo capitolare, la chiesa di Santa Reparata, la cattedrale, il teatro comunale, l’auditorium Sant’Agostino, la chiesa di San Francesco, il palazzo Acquaviva e le scuderie ducali, la chiesa di Santa Chiara, quella di San Nicola, il belvedere Vomano, la chiesa di San Domenico, i resti del teatro romano, il museo civico etnografico, l’antica Filanda, la riserva naturale dei calanchi e il museo all’aperto di Casoli Pinta. «Aspettavamo la riapertura dei nostri tesori», commenta l’assessore alla cultura e al turismo di Atri, Domenico Felicione, «il sisma ci aveva privato della possibilità di godere della bellezza del duomo, mentre i restauri e gli ampliamenti non rendevano visitabili diversi siti prestigiosi». Il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi commenta: «il duomo necessita ancora di lavori, ma ora non è precluso l’accesso al pubblico e anche quest’anno sarà rinnovato il rito dell’apertura della Porta Santa il 14 agosto. Ho deciso di firmare l’ordinanza di riapertura del duomo e della chiesa di San Francesco, sostenendone gli oneri, oltre che del museo archeologico, perché queste chiusure rappresentavano un enorme danno per la città, per gli operatori economici e per i turisti. Ringrazio la sovrintendenza, monsignor Michele Seccia, vescovo di Atri-Teramo e il parroco don Giuseppe Bonomo per aver lavorato al raggiungimento di questo obiettivo».
Domenico Forcella
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