Richi ai dissidenti: «Siete degli assenteisti»

19 Aprile 2016

Tortoreto, il sindaco li accusa di disinteressarsi della città. Si parla di possibili dimissioni dopo l’estate

TORTORETO. Continua il botta e risposta polemico tra il sindaco di Tortoreto Alessandra Richi e i sei dissidenti della sua maggioranza. Alle accuse di non volere dialogare, il primo cittadino risponde: «Si dichiarano costruttivi dopo 30 giorni di completo assenteismo, di fronte ad un paese che ha esigenze, difficoltà, un bilancio da approvare ed una imminente stagione turistica da preparare. Cosa accadrebbe alla città se anche io facessi come loro?». Il sindaco poi afferma di non avere «negato alcun incontro all’intero gruppo. Ho parlato con la delegazione che per scelta loro li rappresenta, Liliana Piacentini e Federico Di Lorenzo, ma le sedie a disposizione erano sei e non due. Sedie rimaste vuote come vuote da diversi mesi erano le sedute di ogni tipologia di riunione di maggioranza. Incontri tematici, soprattutto su argomenti di imminente scadenza; riunioni politiche, come quella da me convocata i primi di marzo, inviti a sentirci singolarmente, negando persino riscontri a mail, sms e telefonate. Il tutto terminato con due consigli comunali disertati, così come altrettante giunte e riunioni di maggioranza su bilancio nello stesso giorno». Richi parla di «un silenzio prolungato e preordinato, culminato in un atto di ammutinamento consiliare le cui ragioni sostanziali e politiche programmatiche non mi sono state ancora rese note. Mesi di pretesti, impegni vaghi e ripetuti, laddove almeno si è ritenuto di giustificarsi, terminati in una azione poco gratificante per la maggioranza tutta. Non la meritavo io e neppure la città che rappresento. Forse sarebbe stato meglio dialogare prima, a tempo debito e nelle sedi opportune: la casa comunale. Non sono le due revoche agli assessori Renato Chicchirichì e Rosita Di Mizio a dover essere prese in esame, quanto le dinamiche comportamentali e l’agire amministrativo che hanno preceduto il disertato consiglio, causa dell’effetto sul quale oggi si vuole ricondurre e limitare superficialmente l’attenzione. Il sindaco vive e si divide nei locali dell’ente, sempre disponibile ai suoi delegati e deputato per ruolo a condividere indirizzi ed obiettivi con i propri consiglieri ed assessori, verificando lo stato di attuazione dei compiti assegnati nella fiducia reciprocamente riposta. Fiducia che a seguito di quanto accaduto non può alimentarsi di proclami e intenzioni, ma di fatti ed azioni concrete per il bene non della mia persona ma del nostro paese». Un dialogo difficilissimo tra le parti, insomma, che sta alimentando voci di possibili dimissioni da parte del sindaco, forse non immediate, ma più probabili dopo la stagione estiva, sempre se la situazione non dovesse cambiare. (l.t.)

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