Richi: «I dissidenti dovevano dire la loro verità in aula»

TORTORETO. «Non è il momento di fare dietrologia ma di guardare avanti nell’interesse del paese», scrive l’ex sindaco di Tortoreto, Alessandra Richi. «Troppe le impellenze e opere indifferibili per...
TORTORETO. «Non è il momento di fare dietrologia ma di guardare avanti nell’interesse del paese», scrive l’ex sindaco di Tortoreto, Alessandra Richi. «Troppe le impellenze e opere indifferibili per la nostra comunità, dalla costruzione del nuovo plesso scolastico alla bonifica definitiva della discarica ancora sotto sequestro, al completamento della messa in sicurezza dal rischio idrogeologico».
Alessandra Richi replica così all’annuncio della lista formata dai quattro ex assessori e consiglieri che causarono la sua caduta, i quali hanno annunciato anche che a tempo debito riveleranno «i veri motivi» della crisi. «I "dissidenti"», scrive l’ex sindaco, «vadano pure per la loro strada, ma per essere credibili e corretti con la cittadinanza, semmai un’altra verità ci fosse stata per il loro comportamento, avrebbero dovuto esporla a tempo debito». Per Richi non può esserci «nessuna giustificazione valida per un ammutinamento clamoroso dopo mesi di silenzio e senza alcun tentativo di discutere e lottare apertamente per sostenere eventuali posizioni. Demagogico ed irrispettoso verso i concittadini paventare da mesi e mesi quanto si sarebbe dovuto rivelare per dovere istituzionale nel consiglio comunale del 29 aprile 2016, come diversamente compiuto dalla scrivente, che ha chiaramente motivato le ragione delle revoche agli assessori Di Mizio e Chicchirichì. Chi si assume la responsabilità di interrompere il corso di vita di un’amministrazione è giusto che si prenda anche la responsabilità di rimettersi in campo per sostenere un proprio distinto programma, sottoponendosi al giudizio degli elettori, i soli abilitati ad esprime la decisione finale. Non ci si riabilita nella menzogna o screditando l’avversario, ma confrontandosi su dati reali», conclude Richi. (adp)

