Richi “licenzia” gli assessori dissidenti

Tortoreto, adesso il sindaco ha il problema di formare una nuova maggioranza: possibile un’intesa con il Pd
TORTORETO. Il sindaco di Tortoreto Alessandra Richi vuole andare avanti: ora si cerca una nuova maggioranza, con uno sguardo verso il Pd che però deve ancora decidere che posizione tenere.
Il primo cittadino può offrire due assessorati con il rimpasto di giunta, dopo aver colpito duramente i dissidenti Renato Chicchirichì e Rosita Di Mizio revocando le loro importanti deleghe, tra cui quelle ai lavori pubblici e all'urbanistica. I due, infatti, hanno partecipato all'improvviso ammutinamento che ha fatto saltare la riunione del consiglio comunale di martedì sera. Spiega la Richi, che rompe temporaneamente il silenzio per motivare la sua drastica decisione: «Nessuna considerazione di tipo personale, ma esclusivamente di carattere politico. La mia è stata una reazione d'obbligo per ripristinare pari dignità dei consiglieri, mostrare un metodo corale e ribadire che ogni delegato è funzionale al gruppo di appartenenza e non il contrario. Il tutto nel dovere di reciproco rispetto, pur anche in eventuale legittimo e aperto contrasto. Seguiranno le dovute valutazioni per ricomporre l'organo di giunta e per dare prosieguo all'azione amministrativa nel solo interesse del paese». Assenti martedì ma giustificati, invece, l'assessore Rosella Di Pancrazio ed i consiglieri Fabrizio Di Febo e Dolores Cimini. Meno grave di quanto apparsa inizialmente (si parlava di sette consiglieri), quindi, la dimensione del fronte dei dissidenti, che si assesterebbe a quattro (oltre a Chicchirichì e Di Mizio, anche i consiglieri Federico Di Lorenzo e Lilli Piacentini), ma ancora troppo grande per permettere alla Richi di mantenere una maggioranza, seppur risicatissima. I fedeli al sindaco, infatti, sarebbero otto, uno in meno della maggioranza minima necessaria per andare avanti nel consiglio comunale composto da 17 elementi. Due le strade, quindi, che il sindaco potrebbe percorrere per evitare la caduta dell'amministrazione, mettendo sul piatto soprattutto i due assessorati. Una, all'apparenza più ovvia, è tentare di ricucire con almeno un consigliere di minoranza. Ma il fronte dei dissidenti sembra per ora compatto, anche se non è chiara la direzione che voglia prendere, cioè se considera lo strappo limitato al tema specifico dell'esternalizzazione della gestione del cimitero, di cui si sarebbe dovuto discutere nella riunione del consiglio comunale, oppure se c'è la volontà di mettere a rischio il mandato della Richi. L'altra strada che potrebbe provare a imboccare il sindaco, quindi, è quella di cercare nei gruppi di opposizione la "stampella" necessaria per ricomporre una maggioranza. Questa sembra oltremodo ardita, nonostante qualcuno abbia interpretato come un'apertura la richiesta di una riflessione da parte del capogruppo Pd di Tortoreto nel Cuore Flaminio Lombi. In realtà, anche le opposizioni si dicono "sorprese" dagli eventi e ancora non si riuniscono per decidere una strategia, in attesa di maggiore chiarezza dalla Richi e dai dissidenti. Gran parte dei protagonisti della vicenda resta in silenzio stampa. Segno, questo, che le trattative sono tutt'altro che finite.
Luca Tomassoni
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