Riciclaggio di denaro, il processo riparte

Cambia la Corte d’assise e ricomincia da zero il procedimento con 6 imputati per la tratta di nigeriane
TERAMO. Cambiano i giudici (sia togati sia popolari) e in Corte d’assise (presieduta da Claudia Di Valerio, a latere Emanuele Ursini) ricomincia da zero il processo a carico di sei nigeriani accusati di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di essere umani, alla commissione dell’illecita intermediazione finanziaria, all'autoriciclaggio e riciclaggio transnazionale e alla tratta di esseri umani, in particolare di giovani connazionali da sfruttare come prostitute in Italia. Le ordinanze di custodia all’epoca dei fatti vennero eseguite tra Marche e Abruzzo dalla squadra mobile di Teramo nell'ambito dell'operazione coordinata dalla Dda dell'Aquila. La corposa indagine era nata da una precedente inchiesta scattata sempre nell’ambito di operazioni legate al reato di tratta. Si tratta dell’operazione “Pesha” dal nome dato alla cellula che da Martinsicuro era arrivata ad Ancona con, secondo l’accusa, un giro d’affari illeciti in diversi ambiti. Secondo l’accusa gli affiliati residenti a Martinsicuro, tre dei quali rivestivano ruoli di responsabilità in un comitato esecutivo della cellula, avevano interessi in particolari settori. Se lo spaccio di droga, più fiorente in altri territori, era un’attività residuale, i nigeriani che operavano nella parte nord della nord della provincia di Teramo gestivano un giro di prostituzione sulla Bonifica del Tronto. Le indagini, iniziate nel luglio del 2018, avevano permesso di accertare, che tale cellula locale degli Eiye, con competenza geografica e territoriale dalla zona costiera teramana, si caratterizzava, come una sorta di associazione mafiosa per la presenza di un rito di affiliazione.(d.p.)

