Ricomparse le 40 dosi di vaccino rubate
Atri, dopo la denuncia ai carabinieri l’antinfluenzale è stato ritrovato nell’ospedale San Liberatore
ATRI. Mercoledì mattina c’è stata la denuncia ai carabinieri da parte dei vertici dell’ospedale San Liberatore di Atri dopo aver accertato la scomparsa di quaranta dosi di vaccino antinfluenzale. Nella mattinata di ieri la segnalazione, sempre ai carabinieri, del ritrovamento delle dosi. La versione fornita dai militari è che, così è stato loro comunicato, ci sarebbe stato uno spostamento da un locale all’altro della struttura sanitaria che, per un disguido, non sarebbe stato segnalato. Da qui la denuncia. Naturalmente le indagini dei carabinieri vanno avanti con l’obiettivo di accertare la ricostruzione.
Intanto, in considerazione proprio del particolare momento legato alla pandemia e alla impennata di contagi, da oggi tutte le categorie a rischio possono andare a farsi vaccinare in sette ambulatori della Asl sparsi in tutta la provincia. L’inizio è stato anticipato di molto: dal 1° ottobre sono iniziate quelle degli ultra65enni, dal 16 quelle delle altre categorie a rischio. Però la disponibilità dei vaccini in capo alla Asl è limitata. È proprio a zero nelle farmacie, per chi voglia comprarlo. Alla Asl fanno sapere che una prima partita di vaccini in vista del 16 è disponibile. Le quantità, almeno per ora, sono limitate. D’altronde la disponibilità di dosi sul mercato è scarsa, perché “tarata” sui bisogni di un anno fa, quando la pandemia ancora non c’era e si doveva convincere la popolazione a fare prevenzione e a sottoporsi alla vaccinazione. La produzione si programma infatti un anno per un altro. La situazione più grave si evidenzia nelle farmacie, che dovrebbero vendere i vaccini a chi non rientra nelle categorie a rischio a cui la Asl somministra la dose gratuitamente nelle proprie strutture. In sostanza i grossisti rispondono che non hanno stock e che non assicurano disponibilità in futuro.(d.p.)
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