Ricorso al Tar per i “mini ospedali”

15 Marzo 2017

I medici di base contro la Regione che vuol far curare nelle Uccp solo i casi cronici: «Noi i pazienti non li mandiamo via»

TERAMO. Nei “mini ospedali” – cioè in quelle che ufficialmente si chiamano Uccp – i medici possono curare solo le malattie croniche. Lo ha disposto la Regione con una delibera di fine novembre, in cui sostanzialmente si fa divieto ai medici di base, che sono le colonne portati delle strutture territoriali su cui la Asl di Teramo ha molto puntato, di curare le patologie acute. Quindi in teoria dovrebbero essere mandati via pazienti con una banale influenza, con una semplice ferita o una colica, per esempio. Un provvedimento inspiegabile secondo i medici di base teramani, che hanno presentato ricorso al Tar. A firmarlo il segretario provinciale della Fimmg Glauco Appicciafuoco, il presidente della cooperativa medici di medicina generale di Teramo, Ercole Core e 55 fra medici di base e assistenti di studio.

La rivolta contro la delibera parte da Teramo perchè in realtà solo la Asl di Teramo ha istituito le Uccp. «In sostanza secondo la Regione non dovremmo fare nell’Uccp quel che normalmente facciamo nei nostri ambulatori e che è previsto dalla nostra convenzione, cioè dal contratto collettivo nazionale: non dovremmo fare visite nè certificati. Noi dovremmo rifiutare di trattare i pazienti, una cosa assurda. Che peraltro ci sottopone anche ad eventuali denunce di pazienti rifiutati», esordisce Core. «Dovremmo curare solo i cronici, eppure le Uccp sono state create – l’ha stabilito il commissario ad acta della Regione – per intercettare i cosiddetti codici bianchi e alleggerire ricorso al pronto soccorso, oltre che per prendere in carico le cronicità», incalza Appicciafuoco, «se all’Uccp viene un paziente con una colica lo mando via? Noi dobbiamo fare i medici secondo le modalità stabilite dal contratto nazionale, a cui non si può derogare con una delibera della Regione». Il sindacalista parla anche di un’altra disposizione della delibera: il personale di supporto dovrebbe essere assunto direttamente dalla Asl. «Ma la convenzione dà due opzioni alla Asl: il personale può essere assunto tramite finanziamento ai medici di medicina generale o tramite assunzione diretta. A Teramo è stata scelta la prima opzione che però viene negata dalla Regione», aggiunge Appicciafuoco.

Entrambi ritengono che il provvedimento “tarpi le ali” alle strutture teramane. «Le Uccp le ha fatte praticamente quasi solo la provincia di Teramo: c'è una particolare attenzione a dare fastidio a questo territorio», ritiene Core, «e non è la prima volta, ricordiamo il salvataggio in extremis della Uccp di Sant’Egidio». «Noi continuiamo a lavorare come sempre, applichiamo la convenzione e sentiamo le esigenze del cittadino. Questa delibera ci tarpa le ali, ma noi voliamo lo stesso», conclude Appicciafuoco. (a.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA