Ricorso al Tar per la discarica Raffica di critiche al consorzio

22 Marzo 2018

ATRI. Altre prese di posizione contro il commissario del consorzio rifiuti Piomba-Fino Laura D’Alessandro, la quale ha deciso di impugnare il piano regionale dei rifiuti che ha cancellato l’ampliament...

ATRI. Altre prese di posizione contro il commissario del consorzio rifiuti Piomba-Fino Laura D’Alessandro, la quale ha deciso di impugnare il piano regionale dei rifiuti che ha cancellato l’ampliamento del discarica di Santa Lucia di Atri. Il movimento Civico Silvi in Comune, nell’esprimere «tutta la sua contrarietà in ordine alla gestione del consorzio», sostiene che «la sostituzione del commissario non ha sortito l'effetto sperato; non è stata presa una decisione in favore dei cittadini e della comunità rappresentata dai Comuni del nostro comprensorio, tutt’altro. La nomina di un legale da parte del Consorzio, le cui spese ammonteranno intorno ai 9.000 euro, per contestare il piano regionale dei rifiuti nella parte riguardante il divieto di realizzare l’ampliamento della discarica di Santa Lucia, ha veramente dell'incredibile. Vengono utilizzati soldi pubblici per un mero e deprecabile scontro tra enti, per soli fini politici. È dunque necessario, nei prossimi giorni, unire le forze per attivare ogni iniziativa volta alla tutela dell’ambiente». «Cambiano i presidenti degli enti ma gli indirizzi politici anti-ambientali restano sempre gli stessi», è il commento della consigliera comunale di Pineto Partecipattiva Marta Illuminati, che aggiunge: «Per una volta che la Regione era riuscita a bloccare in extremis un’operazione scellerata messa in campo dalla passata governance del consorzio apprendiamo che il commissario, già candidata con D’Alfonso alle scorse regionali in provincia di Chieti, ha incaricato un avvocato per un costoso ricorso al Tar lamentando un ingente danno economico derivato dal mancato ampliamento. Ancora una volta non ci si rende conto che è proprio il vecchio modo di gestire il settore rifiuti che rappresenta un danno vero al patrimonio naturale e turistico rappresentato dalle terre del Cerrano e un potenziale rischio per la salute dei cittadini delle frazioni limitrofe».