Ricorso in appello dell’ex primario condannato per falso

L’avvocato Lettieri: «Sentenza ingiusta che sarà demolita» In primo grado nove mesi per due dei 52 referti contestati
TERAMO. Un mese fa, in primo grado, la condanna a nove mesi per falso ideologico, limitatamente a due referti dei 52 contestati, e la piena assoluzione per i reati di truffa aggravata, concussione per induzione, peculato ed usurpazione di titoli e poteri. Una sentenza, quella a carico dell’ex primario di neurologia Antonino Uncini, per cui il suo difensore Gennaro Lettieri annuncia ricorso in Appello: «Una ingiusta sentenza che la corte d’appello demolirà».
Spiega in una nota il legale: «In dibattimento il presidente Franco Tetto faceva più volte notare al pm che non era stato esibito, per il falso ideologico, alcun documento ed i due referti venivano recuperati solo dopo nuovo sollecito del presidente, ad istruttoria conclusa». Aggiunge: «Fatto ancora più grave è che gli unici due referti a firma di Uncini per cui è stata pronunciata la sentenza di condanna erano relativi ad esami neurografici, eseguiti dal tecnico di neurofisiopatologia,professionista laureato che esegue l’esame che poi viene sottoposto al medico per valutazione e refertazione. È evidente – per tabulas – che non esiste nessun falso ideologico». Sostiene il legale «che per la truffa aggravata per cui è stato assolto perchè il fatto non sussiste è stato ampiamente dimostrato che Uncini aveva eseguito un’attività istituzionale, un numero di prestazione 2,3 volte superiore all’attività libero professionale a fronte del richiesto rapporto di almeno 1:1». E conclude: «Si desume che l’unico reato commesso sia stato quello di presentarsi, inopinatamente e per vincere meritatamente come risulta anche dagli atti dell’inchiesta nel 2012 il concorso da direttore di unità operativa ed avere il progetto di realizzare una struttura che potesse diventare un punto di riferimento per i pazienti neurologici».(d.p.)
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