Ricorso in Cassazione per il presunto terrorista dell’Isis

1 Febbraio 2019

TERAMO. Dopo il no del tribunale del riesame alla scarcerazione di Issam Shalabi, il 22enne egiziano vissuto per diverso tempo a Colonnella e arrestato a novembre a Milano con l’accusa di essere...

TERAMO. Dopo il no del tribunale del riesame alla scarcerazione di Issam Shalabi, il 22enne egiziano vissuto per diverso tempo a Colonnella e arrestato a novembre a Milano con l’accusa di essere diventato un «soldato irregolare dell'Isis», il suo legale, l’avvocato Alessandro Piccinini, ha presentato ricorso in Cassazione. Ricorso che, come spiega il legale, si basa sulle più recenti sentenze di Cassazione in merito agli elementi caratterizzanti del reato associativo di stampo terroristico. Elementi che nel caso di Shalabi, secondo la difesa, non sussisterebbero. «Speriamo di farlo uscire a breve», commenta l’avvocato Piccinini, «intanto ha ricevuto diverse visite dal padre, che ha avuto il permesso di andarlo a trovare in carcere». Il 22enne, attualmente detenuto nel carcere di Preturo all’Aquila, abitava, all'epoca in cui sono scattate le indagini, a Colonnella, dove lavorava per una ditta che aveva l'appalto per le pulizie in un fast food. E proprio qui era diventato un sorvegliato speciale da parte della Digos teramana ed aquilana. Il suo nome, in particolare, era finito nei controlli della polizia nel dicembre del 2017, quando la sua presenza era stata segnalata tra i militanti islamici frequentatori di un gruppo Whatsapp. Si era scoperto così che Shalabi, arrivato in Italia sette anni prima per un ricongiungimento familiare con il padre, era diventato (secondo la Procura) il leader di un gruppo di tre giovanissimi profondamente radicalizzati che vivevano a Colonnella. Dopo l’Abruzzo si era spostato a Cuneo e infine a Milano, dove a novembre è stato arrestato.