Ricostruzione, è bloccata anche quella del sisma 2009

Allarme dell’Aniem: «Per il 2016 avviati 25 cantieri su 865 pratiche di edilizia residenziale Ora è ferma l’attività relativa al terremoto dell’Aquila: non ci sono i responsabili degli uffici»
TERAMO. La ricostruzione del sisma 2016 è ferma, e questo è un dato assodato. Ma adesso si apre un altro fronte, che rischia di dare la spallata finale alle speranze di tanti di riavere la propria casa e a tante imprese edili che rischiano la stessa sussistenza.
Si è bloccata anche la ricostruzione del sisma 2009, faticosamente e lentamente partita nel 2015. A segnalare entrambi i problemi è Fiorenzo Polisini, presidente del collegio costruttori Aniem. «Siamo fortemente preoccupati: il momento è gravissimo, la ricostruzione post sisma è paralizzata e non mi riferisco solo alla ricostruzione 2016 e ai suoi noti problemi ma anche e soprattutto a quella del 2009».
Polisini innanzitutto fa il punto su quella dell’ultimo sisma: per la ricostruzione privata sono state presentate 953 pratiche sia dentro che fuori cratere e sia per l’edilizia residenziale che per le attività produttive. Si tratta di lavori con un importo previsto di 170 milioni 836mila euro. Sono stati emessi solo 42 decreti, quindi sono stati avviati 42 cantieri per un totale di 12 milioni 841mila euro di lavori.
«I dati sulla ricostruzione 2016 sono noti a tutti: per l’edilizia residenziale – per le attività produttive spesso i lavori sono meno significativi – sono state presentate 865 pratiche e 25 sono i decreti di concessione contributi, quella pubblica non è mai iniziata, siamo ancora alla fase della programmazione, cioè all’anno zero. La causa principale è la mancanza di personale all’Usr? Siamo d’accordo: non è possibile istruire in tempi accettabili 12.000 pratiche (le schede Aedes, ndr) con 29 persone ma è altrettanto impensabile, dal nostro punto di vista, che un ufficio con 29 persone in quasi due anni tiri fuori solo 25 decreti», osserva il presidente dell’Aniem.
Ma ora l’imprenditore segnala il blocco della ricostruzione post sisma 2009, «quella che fino ad oggi ha fatto respirare molte aziende teramane ma che dal 1° novembre è praticamente ferma. Sono infatti scaduti e non sostituiti i due responsabili degli Uffici speciali per la ricostruzione (Usra e Usrc) il che tradotto vuol dire che i Comuni del cratere e fuori cratere (quelli teramani del cratere in questo caso sono 8, ndr), a cui non verranno trasferiti più i fondi fino a nuova nomina, saranno impossibilitati a liquidare alle imprese gli stati di avanzamento lavori maturati e resteranno bloccate anche le partenze dei nuovi cantieri già approvati dagli Utr, con evidenti ripercussioni sulle imprese edili e a cascata su tutto l'indotto, fornitori e subappaltatori. Stiamo parlando di 647 cantieri attivi nei comuni del cratere e 617 cantieri attivi nei comuni fuori cratere, cantieri interessati dal blocco dei Sal (stato avanzamento lavori, ndr) di cui parlavo. Ci risulta addirittura che le pratiche fuori cratere 2009, dove rientra anche il comune di Teramo, sono state perfino accantonate dagli Utr competenti».
Un dato dà l’idea della posta in gioco. Per il sisma 2009 solo per Teramo città vennero presentati 600 pratiche, e non a tutte corrispondono lavori avviati. Si stima che per il terremoto 2009 siano più di 100 milioni i lavori da avviare in totale.
«Sui problemi legati al sisma 2009», conclude il presidente del collegio costruttori Aniem , «a fine ottobre abbiamo inviato insieme alla Regione Abruzzo e alle altre parti sociali coinvolte una lettera al governo denunciando questa situazione ma da allora abbiamo ricevuto solo una rassicurazione a mezzo stampa del sottosegretario ai beni culturali del Movimento cinque stelle Gianluca Vacca, la preoccupazione è a livelli altissimi e la pazienza anche oltre».
Intanto proprio ieri il sindaco Gianguido D’Alberto ha convocato le associazioni dei costruttori e gli ordini professionali per venerdì alle 10 con l’obiettivo di creare un tavolo per individuare i problemi che causano i ritardi.
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