«Ricostruzione, è l’ultima possibilità»

20 Maggio 2019

Sblocca cantieri in Senato, D’Alberto: «I parlamentari votino gli emendamenti al di là delle appartenenze politiche»

TERAMO. «Con la discussione al Senato del decreto Sblocca cantieri si deciderà il futuro del territorio. È necessario, attraverso gli emendamenti presentati, inserire quelle norme che mancano e senza le quali la ricostruzione, soprattutto quella pubblica, rimarrebbe al palo. I parlamentari sono adesso in prima linea. Finora hanno fatto poco, adesso è bene che si attivino per tutelare i nostri territori approvando i necessari emendamenti».
In vista dell’esame in Senato dello Sblocca cantieri, che inizierà il 28 maggio, e a fronte della rabbia crescente dei cittadini per una ricostruzione che a oltre due anni dal sisma non riesce ancora a partire, il sindaco Gianguido D’Alberto richiama i parlamentari, a partire da quelli abruzzesi, alle loro responsabilità, invitandoli a fare fronte comune per l’approvazione degli emendamenti presentati dai Comuni. Emendamenti che mirano a semplificare e velocizzare sia la ricostruzione pubblica che quella privata. Ma non solo. Perché il primo cittadino chiede anche una nuova e immediata audizione in Senato dei sindaci, «che non si risolva in 40 minuti tra tutte le parti come l’ultima volta». D’Alberto, che il primo giugno parteciperà all’incontro in piazza Martiri con gli sfollati indetto dallo Sportello sociale Usb del centro politico Santacroce, ribadisce come siano due gli emendamenti principali da approvare. Il primo riguarda la reintroduzione della procedura negoziata ‘aggravata’, con almeno 15 operatori economici, per gli appalti di lavori fino a 1 milione di euro e il secondo ripristino della possibilità di ricorrere all'appalto integrato per gli investimenti pubblici a regime, non solo come periodo transitorio, per i progetti definitivi approvati entro il 31 dicembre 2020. «Quello della semplificazione delle procedure per la progettazione e soprattutto per l’affidamento dei lavori è un tema centrale», spiega D’Alberto, «altrimenti la ricostruzione pubblica non partirà mai».
Di pari passo, per D’Alberto, è fondamentale accelerare la ricostruzione privata ed in particolare quella “leggera”, trasferendo ai Comuni le funzioni relative alle case B e C ma con un sensibile e adeguato rinforzo di personale di Usr e Comuni, «anche al di là di quelle che sono le percentuali di riparto. Il nostro territorio conta sul 10 per cento di riparto quando i danni, schede Aedes alla mano superano il 18 per cento». Una questione, quest’ultima, strettamente legata all’assegnazione, agli sfollati, delle case acquistate dalla Regione. «Comprendiamo le paure individuali e collettive degli sfollati», continua d’Alberto,«Sia chiaro a tutti che si tratta di una soluzione emergenziale, la priorità resta la ricostruzione e far rientrare le persone nelle proprie abitazioni». Da qui l’invito ai parlamentari abruzzesi, e non solo, a superare gli steccati politici e a fare fronte comune per far approvare gli emendamenti proposti al decreto. «Come Anci, come Comuni, abbiamo illustrato gli emendamenti necessari, che sono stati depositati in Senato e consegnati ai parlamentari», conclude il sidaco, «adesso spetta a loro assumersi la responsabilità, tutti insieme, al di là delle appartenenze politiche e geografiche, di tutelare i territori. I primi ad avere questa responsabilità sono i rappresentanti della maggioranza parlamentare che con i nostri rappresentanti dovranno farsi carico di fare sintesi sulle proposte emendative».
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