Ricostruzione 2009, arrivano 28 milioni per scuole e chiese

Alcuni dei fondi-lumaca rischiano di sovrapporsi alla programmazione del sisma 2016 Tra gli edifici di culto finanziati spiccano Sant’Agostino a Teramo e San Giovanni ad Insulam
TERAMO. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. L’ultima infornata di fondi Cipe legati al terremoto del 2009 – poco più di 237 milioni di euro per tutto l’Abruzzo tra comuni nel cratere e comuni fuori cratere – porterà in provincia di Teramo tra il 2018 e il 2020 una somma complessiva di quasi 28 milioni di euro destinati a scuole, chiese ed edifici pubblici che avevano subito danni più o meno gravi nel sisma che devastò L’Aquila.
Lo stanziamento è di per sé una notizia positiva ma ha un retrogusto amaro. Evidenzia, infatti, la lentezza di una ricostruzione 2009 che almeno nel Teramano fatica ormai ad essere percepita come tale, essendo nel frattempo intervenuti altri terremoti (peraltro più impattanti sul nostro territorio). Lentezza a parte, qualcuno di questi ultimi stanziamenti Cipe potrebbe anche provocare qualche problema alle amministrazioni coinvolte perché va a sovrapporsi con i danni più recenti e con programmazioni nel frattempo cambiate. Per esempio, in ambito scolastico, la Provincia ha di recente chiesto all’Ufficio per la ricostruzione 2016 fondi per migliorare la resistenza sismica dell’Ipsia Marino. «Ma ora», dice il presidente Renzo Di Sabatino, «visto che per il Marino ci sono oltre cinque milioni del 2009, chiederemo all’Usr di spostare quei fondi su altre scuole. Dobbiamo convocare una riunione urgente con l’Ufficio ricostruzione per evitare di avere doppi finanziamenti sulla stessa scuola. Comunque prendo atto con soddisfazione di questi stanziamenti, peccato che la maggior parte siano per il 2019 ma va bene anche così».
Nell’elenco ci sono anche fondi già stanziati a suo tempo, ancora non spesi e riprogrammati. L’ex sindaco di Teramo Maurizio Brucchi: «I 585mila euro della Risorgimento sono fondi già gestiti, cioè c’è già il progetto e i lavori sono previsti a partire dal giugno del 2018. Ora sono stati semplicemente riprogrammati. I 658mila euro per via Diaz, invece, fanno parte di una nuova richiesta fatta da noi di recente. Dovendo indicare una struttura su cui puntare, abbiamo indicato via Diaz perché è una scuola che ha un indice di vulnerabilità alto e si può adeguare facilmente».
L’elenco completo delle scuole finanziate lo leggete nell’infografico in alto a destra. Quanto alle chiese, sono stati stanziati 7 milioni. La maggior parte degli interventi è prevista nell’annualità 2020 e i principali riguardano il consolidamento e restauro di chiese dalla grande storia come San Giovanni ad Insulam (un milione di euro), Sant’Agostino a Teramo (un milione), San Salvatore a Frondarola (un milione e 200mila euro), Sant’Antonio a Montorio (840mila euro), San Francesco a Campli (800mila euro). Nel 2018 è previsto il completamento dell’Annunziata a Valle Castellana, nel 2019 quello di Sant’Andrea a Cervaro di Crognaleto. Tra il 2018 e il 2019 arriveranno 550mila euro per il consolidamento e restauro di Santa Giusta a Penna Sant’Andrea.
Quanto agli edifici pubblici, nel 2018 sono previsti circa 230mila euro per due distinte sedi del Comune di Pietracamela e 130mila euro per la rimessa-deposito del Comune di Bisenti.(d.v.)
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