Ricostruzione al via a passo di lumaca

Ci sono quasi 64 milioni di euro pronti per 78 interventi su edifici pubblici, finora sono partite solo due progettazioni
TERAMO. I soldi ci sono, le pratiche aperte anche, ma i progetti avviati sono ancora pochissimi, un’inezia rispetto alla mole d’interventi messi sulla carta. È il quadro, non proprio incoraggiante, che emerge dal rapporto dell’ufficio della ricostruzione (Usr) aggiornato al 1° febbraio per le strutture pubbliche. I numeri dicono che, per i lavori che fanno riferimento alle ordinanze già pubblicate, a disposizione ci sono 63,78 milioni di euro da impiegare per 78 interventi già individuati. Di questi, però, solo due sono in fase di progettazione.
Si tratta, in particolare, delle ristrutturazioni del municipio di Torricella, a cui sono destinati poco meno di quattro milioni di euro, e della guardia medica di Colledara, per un importo che supera di poco i 62,500 euro. Tutto il resto è ancora allo stadio di programmazione, dunque con progetti da definire. Nell’elenco delle pratiche in corso di definizione stilato dall’ufficio che fa capo a Marcello D’Alberto figurano quelle relative a 29 chiese, che comporteranno una spesa di poco inferiore ai sei milioni di euro. A seguire figurano interventi su 14 scuole, che dreneranno la quota maggiore di risorse, attestata nello specifico a oltre 20 milioni. Sotto la dicitura generica di “opere pubbliche” sono ricompresi, invece, 19 interventi da realizzare su edifici di proprietà di Comuni e Provincia per un esborso complessivo previsto che in questo caso sfiora i 20 milioni di euro. Alla categoria in questione, dunque, afferiscono le uniche due progettazioni avviate di cui rende conto l’Usr teramano nel suo rapporto. Il mosaico della ricostruzione pubblica relativa alle ordinanze emesse tra maggio e settembre è completato dai lavori previsti per 16 beni culturali, con un costo calcolato in 17,7 milioni. Nel dossier, però, si fa riferimento ad altri interventi sul patrimonio pubblico. Sono opere, però, riferite a ordinanze in pubblicazione che interessano per la maggior parte palazzine Ater, scuole superiori e altre strutture dei Comuni e della Asl. A queste sono associati lavori da mettere in cantiere per edifici di proprietà demaniale come caserme, la sede dell’Archivio di Stato e quella dell’ex Ufficio del registro. La parte dedicata alla ricostruzione pubblica è preceduta, nel documento stilato dall’ufficio teramano, da quella che riassume lo stato delle procedure per gli interventi privati. Il dato complessivo indica 291 pratiche presentate tramite la piattaforma telematica che disciplina i passaggi burocratici necessari per l’avvio delle opere. Di queste, 58 sono approdate alla fase di avvio del procedimento che culminerà con l’approvazione definitiva e l’ammissione al finanziamento pubblico.
La quota maggiore di istanze è relativa a edifici residenziali che hanno riportato danni leggeri dagli sciami sismici a cavallo tra 2016 e 2017. L’Usr ne ha registrate 238 di cui 41 con procedimenti partiti. All’area del cratere tra l’Aquila e Teramo fanno riferimento 231 pratiche, delle quali 38 in lavorazione e cinque restituite per ulteriori verifiche. Le restanti 27 istanze per edifici residenziali interessano zone al di fuori del perimetro sismico, con tre procedimenti avviati.
Ben diverse, anche per via di riferimenti normativi definiti in tempi più lunghi, sono le cifre riguardanti le abitazioni che hanno subìto danni gravi. In tutto sono state depositate 14, di cui nessuna finora messa in lavorazione. Nell’elenco rientrano anche tre istanze relative a strutture definite “collabenti”, che significa ruderi. La quota residua delle pratiche depositate all’Usr si riferisce ai danni riportati dalle attività produttive. Quelle per lesioni gravi assommano a 29 di cui 14 con procedimento già avviato. A danni lievi fanno riferimento le altre sette pratiche, con tre in fase di lavorazione. Il numero più consistente di istanze per lesioni lievi ad abitazioni provengono da Teramo (60) e Montorio (32).
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