Ricostruzione, arriva il via libera

5 Agosto 2022

La Commissione europea autorizza gli aiuti. Legnini: «Ottenuto il massimo»

TERAMO. La Commissione europea ha dato via libera oggi ai regimi di aiuto previsti dai bandi NextAppennino del fondo complementare al Pnrr per le aree sisma 2009-2016, pubblicati su nextappennino.gov.it. Le misure, di conseguenza, diventano pienamente efficaci e saranno accessibili a partire da settembre. Con la decisione adottata ieri la Commissione ha dunque autorizzato la massima intensità degli aiuti di Stato possibili in base alla normativa temporanea europea per far fronte all'emergenza Covid e quella indotta dalla guerra in Ucraina.
«Ci è stata comunicata una decisione molto importante, con la quale si chiude un lavoro intenso portato avanti da sei mesi», commenta il commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini, «abbiamo proposto e ottenuto i migliori regimi di aiuto possibili, che prevedono l’utilizzo delle deroghe legate sia alla crisi sanitaria che alla guerra in Ucraina». I sostegni diventano così operativi. «Prevediamo la possibilità di concedere contributi a fondo perduto», conclude il commissario, «che in alcuni casi possono arrivare all’80 per cento e l’utilizzo del regime de minimis che, per le imprese che ne avranno diritto, può essere elevato fino a 500mila euro».
Sarà Unioncamere a gestire gli incentivi, e i relativi bandi, per le imprese di turismo, cultura, sport e inclusione previsti dal Piano nazionale complementare per le aree dei crateri sismici del 2009 e del 2016. Le Camere di commercio a livello territoriale avranno il compito di promuovere questi strumenti nei confronti del sistema imprenditoriale per sostenere e facilitare la partecipazione delle imprese ai bandi. Le opportunità offerte tramite NextAppenino sono state illustrate, nei giorni scorsi, con diversi incontri tenuti all’Aquila e in altri centri delle zone interessate. Gli interventi destinati alle quattro regioni colpite dai due terremoti (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) valgono complessivamente 180 milioni di euro, circa il 10 per cento del Piano nazionale complementare per le aree sisma, che ammonta a 1,8 miliardi di euro. Nei crateri del 2009 e del 2016 sono 183 i comuni dell’Appennino centrale coinvolti negli 11 bandi attivati per il rilancio economico e sociale dei territori.