Ricostruzione, arrivano 10 ingegneri in più

28 Agosto 2019

Questo l’esito dell’incontro con il commissario Farabollini. Il sindaco D’Alberto: «Sono state ascoltate le nostre richieste»

TERAMO . Il cratere sismico abruzzese avrà più ingegneri per Comuni e Usr. Dalla cabina di regia sull’emergenza post terremoto del Centro Italia, convocata dal commissario Piero Farabollini, è arrivata una risposta concreta al grido d’allarme lanciato dai sindaci. La delegazione formata dal primo cittadino teramano Gianguido D’Alberto, dal governatore Marco Marsilio e dal direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Vincenzo Rivera ha ottenuto il via libera alla ridistribuzione dei 200 tecnici che, tramite il decreto sblocca cantieri, sono stati assegnati alle aree colpite dalle scosse sismiche a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017. In base a criteri in vigore prima della riunione, all’Abruzzo sarebbe spettato il 10 per cento delle risorse disponibili, che nel caso specifico si sarebbe tradotto in venti ingegneri da dividere tra Comuni e Usr. Le rimostranze da parte della delegazione abruzzese, sullo squilibrio nella ripartizione con le altre regioni coinvolte nell’emergenza, ha portato dunque alla revisione della distribuzione. Al cratere abruzzese, insomma, spetterà il 15% della quota prevista, cioè 30 ingegneri, dieci in più di quelli concessi in un primo momento. Per D’Alberto, che lunedì ha chiamato a raccolta i sindaci dell’area ferita dal terremoto per dare più forza alla contestazione, si tratta di «una positiva intesa di massima raggiunta dopo tre ore di riunione». L’incremento, in termini assoluti, non è strabiliante, ma il primo cittadino teramano vede il bicchiere più che mezzo pieno. «Rispetto a quello che era previsto siamo riusciti ad avere il 50 per cento in più», sottolinea, «mantenendo una posizione forte e condivisa». D’Alberto ribadisce la piena convergenza con Marsilio e Rivera: «Da Roma torniamo con un risultato importante», insiste, «sostenendo le ragioni del territorio e dei cittadini e facendo valere i numeri del nostro cratere». Quel 10 per centro assegnato all’Abruzzo sarebbe stato un’offesa se fosse rimasto tale perché, a detta di D’Alberto, avrebbe ignorato il reale fabbisogno legato all’emergenza post sisma. «Questa notizia positiva costituisce anche una speranza», osserva il sindaco, «per un cambiamento di passo rispetto al passato». L’aumento del numero degli ingegneri assegnati avrebbe ancor più valore nella prospettiva di superare la sottovalutazione che finora ha penalizzato il cratere abruzzese nella distribuzione di risorse economiche e tecniche. «Bisogna mettere a frutto questo incremento di personale», spiega D’Alberto, «per sbloccare una ricostruzione che resta ancora ferma e che porremo come questione fondamentale anche al prossimo governo».
L’obiettivo resta la modifica della legge che attribuisce le risorse, puntando a un rafforzamento di quelle assegnate ai Comuni anche in vista delle passaggio a questi ultimi delle funzioni per la ricostruzione leggera che interessa edifici inagibili ma con danni non gravissimi classificati B e C dalla Protezione civile. «Serve una variazione delle norme che tenga conto di esigenze che non possono essere più sottovalutate», tiene a precisare il sindaco, «una situazione eccezionale come la nostra richiede misure straordinarie». «L'accordo raggiunto», commenta il commissario alla Ricostruzione all’esito dell’incontro, «innesta linfa vitale nei processi istruttori e rappresenta un'ulteriore occasione per ribadire che la ricostruzione non prescinde dalla condivisione di intenti e risorse nel comune sforzo di dare risposte ai territori». Per la prossima settimana D’Alberto annuncia la convocazione del coordinamento abruzzese per l’emergenza allo scopo di concordare la ripartizione dei tecnici tra Comuni abruzzesi e ufficio speciale. «Il risultato ottenuto apre a una speranza da coltivare facendo squadra», conclude il primo cittadino teramano, «per la nostra popolazione, soprattutto quella che ancora sconta il disagio di vivere fuori dalle proprie case».
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