Ricostruzione Ater, in chiusura 11 lavori

In vista altri appalti e a buon punto sette progettazioni, ma gli edifici popolari da adeguare sono 61
TERAMO. Undici cantieri avviati, uno già concluso e gli altri lo saranno entro la fine dell'anno; e progetti in fase di definizione che in taluni casi devono fare i conti con una normativa complessa, che si rinnova costringendo ad aggiustare il tiro. È il punto relativo alla ricostruzione post-sisma 2016 dell'Ater, l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale, che è alle prese con un importante patrimonio immobiliare da riqualificare passando in certi casi anche per la demolizione e ricostruzione ex novo degli immobili particolarmente danneggiati.
Gli alloggi Ater che hanno subito danni sono 678 distribuiti in 61 edifici: di questi 31 si trovano nel comune di Teramo, gli altri nel resto della provincia. L'azienda presieduta da Maria Ceci continua a portare avanti attività di ricostruzione e progettazione misurandosi con problematiche comuni a enti e privati e norme che mutano. Sul primo aspetto in particolare rileva il caro materiali che sta incidendo sull'edilizia con ricadute anche sulla ricostruzione pubblica che vede continui ritocchi ai costi preventivati; sul secondo fronte il superbonus 110% e nuove disposizioni specifiche sul tema costringono a continui aggiustamenti. In questo quadro complesso, l'Ater oggi conta 11 cantieri attivi e procedure avviate per edifici di Bisenti, Cermignano, Montorio al Vomano, Martinsicuro e Civitella del Tronto dove si stanno per affidare i lavori. In fase di approvazione ci sono sette progettazioni che riguardano immobili di Teramo (in via Adamoli), Bisenti, Cermignano, Civitella del Tronto, Giulianova, Montorio e Silvi. Altri due interventi sono stati aggiudicati e sono pronti a partire non appena arriverà l'ok dell'Anac: si tratta di edifici di Martinsicuro e Civitella del Tronto. Quattro edifici a Teramo, Valle Castellana, Cortino e Atri saranno demoliti in seguito ad approfondimenti tecnici che hanno rilevato la necessità di interventi radicali: la procedura per questi è in fase di aggiudicazione dei lavori, mentre per un immobile di Colleatterrato i lavori di demolizione sono stati già affidati e a Notaresco è stato concluso un intervento di ricostruzione.
«L’esperienza maturata in questi anni e l’impegno nella ricostruzione hanno patrimonializzato la consapevolezza di un necessario adeguamento del sistema delle regole», spiega la presidente Ater Ceci, «l’auspicio è che con il nuovo codice degli appalti le stazioni appaltanti possano operare con maggiore celerità e certezza delle procedure. Occorre armonizzare le capacità e le esperienze», conclude, «al fine di consentire al sistema Paese di essere sempre pronto a far fronte a situazioni emergenziali».
Veronica Marcattili
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