«Ricostruzione bloccata dalla paralisi del Genio civile»

30 Agosto 2016

TERAMO. Quanta responsabilità ha la burocrazia amministrativa nella crisi del settore edile? E nei ritardi nei lavori dei cantieri della ricostruzione? La risposta che Giancarlo De Sanctis,...

TERAMO. Quanta responsabilità ha la burocrazia amministrativa nella crisi del settore edile? E nei ritardi nei lavori dei cantieri della ricostruzione?

La risposta che Giancarlo De Sanctis, segretario della Filca Cisl dà a queste domande è semplice: «il nostro sistema di gestione, verifica, controllo dei cantieri edili, indispensabile per evitare fenomeni elusivi e garantire che l'opera sia effettuata "a regola d'arte" nel rispetto dei vincoli stabiliti dalle norme urbanistiche, in primis le norme sismiche, di fatto si scontra con una burocratizzazione che ha l'esatto effetto contrario». Il sindacalista cita ad esempio la paralisi degli ex uffici del Genio civile, causata dalla legge 28/2011 i cui regolamenti attuativi sono stati emanati dalla Regione 4 anni dopo.

«In prima istanza stiamo parlando di migliaia di cantieri, 800 vecchie pratiche nella sola provincia di Teramo secondo l'ordine degli ingegneri, con un ritardo di oltre 100 giorni per il rilascio dell'avvenuto deposito, per non parlare delle nuove pratiche. Eppure la legge è stata pensata con l'obiettivo della tutela della pubblica incolumità attraverso la realizzazione di strutture antisismiche sicure, la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche. Il risultato? Tutte le pratiche che riguardano opere edili in zona sismica, sia le vecchie pratiche, che richiedevano il semplice deposito, ma soprattutto le nuove pratiche per le quali invece è previsto il controllo sistematico del progetto, sono bloccate in un limbo di competenze.In virtù di tale legge infatti, tali opere sono soggette ad autorizzazione sismica rilasciata dagli uffici regionali del Genio civile. Il blocco al Genio civile, se non risolto immediatamente, rischia di vanificare i timidi segnali di ripresa che si stanno registrando nel settore delle costruzioni pubbliche e private».

La Filca Cisl plaude alla convenzione Regione-Provincia di Teramo che consente l'intervento di due tecnici provinciali part-time, «ma ciò ci sembra alquanto insufficiente per smaltire gli arretrati accumulatisi delle vecchie pratiche e soprattutto per lavorare le nuove». Quindi il sindacato ha chiesto un incontro urgente al presidente della Regione, all'assessore Dino Pepe e al dirigente responsabile Giancarlo Misantone per valutare insieme possibili soluzioni.

«Forse per la Regione è giunta l'ora di recuperare i 6 anni di ritardo e di iniziare a collaborare fattivamente con gli addetti al settore e le parti sociali» per la veloce apertura dei cantieri, conclude De Sanctis. (a.f.)

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