Ricostruzione, c’è il via al Codice Legnini: «Passo fondamentale»

Il Governo vara il disegno di legge per procedure univoche, la proposta passa al vaglio del Parlamento Il commissario: «Atto strategico per il Paese, garantirà certezza e rapidità agli interventi nei territori»
TERAMO. Regole chiare e procedure univoche per gli interventi post-emergenze. Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge che prevede l'adozione del Codice della ricostruzione, provvedimento che disciplinerà le operazioni nei territori colpiti da terremoti, alluvioni e altre calamità naturali. Si tratta di un atto fondamentale per mettere ordine in un settore dove spesso le regole si accavallano, creando disfunzioni e rallentamenti.
A sollecitarlo era stato, nelle settimane scorse il commissario per il post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini che accoglie con soddisfazione il via libera del Governo. «È un passaggio storico fondamentale per l'Italia», afferma, «presto il nostro Paese avrà un quadro normativo uniforme per garantire certezza, stabilità e velocità alle procedure e alle attività di ricostruzione nei territori colpiti di terremoti». Il provvedimento, anticipato qualche giorno fa agli Stati generali della Protezione civile dal sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Roberto Garofoli, rappresenta dunque un primo step verso l’adozione del Codice. «Spero che dopo questa importantissima decisione», sottolinea Legnini, «si individui il percorso legislativo più utile per accelerare l'approvazione definitiva. Di fronte alle catastrofi, storicamente, si è registrata un’enorme difficoltà nell’avvio dei processi di ricostruzione a fronte di un quadro legislativo disomogeneo e frammentato. Non si è mai potuto disporre di strutture adeguate per affrontare sfide difficili, spesso determinando oltre ai ritardi anche disparità di trattamento tra cittadini e territori colpiti». Verrà così creato, spiega il commissario «un modello uniforme per le ricostruzioni, che metta a frutto le migliori esperienze del passato nella gestione di questi processi, introduce nell’ordinamento giuridico lo stato di ricostruzione, distinto dallo stato di emergenza, stabilisce formule di governance multilivello, con il coinvolgimento del Governo, delle Regioni e degli enti locali». Legnini evidenzia, inoltre, che sarà costituita una struttura riferita alla presidenza del consiglio "dotata di personale particolarmente qualificato, cui affidare la gestione degli interventi insieme agli uffici regionali».
Il provvedimento è accolto positivamente anche da Stefania Pezzopane, capogruppo della commissione ambiente alla Camera per il Pd. «Finalmente anche il nostro Paese avrà un quadro normativo preciso di riferimento», afferma, «in caso di terremoti».
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