Ricostruzione, Castelli rimane in carica

Il consiglio dei ministri vara la proroga dell’incarico al commissario, il senatore di FdI alla guida della struttura per un anno
TERAMO. Una conferma che vale come una promozione. Il senatore marchigiano di Fratelli d’Italia Guido Castelli interpreta così la proroga, appena di ricevuta dal Governo, dell’incarico di commissario per la ricostruzione e riparazione post-sisma del Centro Italia. Nella seduta di martedì sera infatti il consiglio dei ministri, su proposta della premier Giorgia Meloni, ha prolungato di un anno il compito che gli aveva affidato a gennaio del 2023 in sostituzione di Giovanni Legnini. Castelli, dunque, resterà alla guida della struttura commissariale fino a dicembre. Sarà un periodo cruciale per gli interventi di ripristino di immobili pubblici e privati lesionati dalle scosse a cavallo tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 e che hanno interessato territori di quattro regioni: Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio.
Castelli coglie l’occasione per tracciare il bilancio, in grandi numeri dell’attività portata avanti durante l’anno appena trascorso e indicare le aspettative per quello iniziato da poco più di due settimane. «Ho voluto esprimere al presidente del consiglio e a tutto il consiglio dei ministri la mia gratitudine per questa conferma», premette il commissario, «che in qualche modo rappresenta anche un’approvazione del lavoro fatto nel 2023».
I numeri, secondo il senatore marchigiano, fotografano la svolta impressa ai progetti relativi alla riparazione dei danni causati dai terremoti di sette otto fa. «Si è trattato di un vero e proprio cambio di passo nella ricostruzione», tiene a precisare il commissario, «questo è documentato dal più 73 per cento di liquidazioni registrate rispetto al 2021 nell’ambito della ricostruzione privata, dal più 37 per cento in confronto al 2022, per non dire poi delle quasi 1.500 gare di opere pubbliche per un valore superiore al miliardo che abbiamo avviato proprio l’anno scorso». Castelli ribadisce l’importanza dei risultati raggiunti durante il suo primo mandato e guarda in prospettiva. «È stato, insomma, un 2023 molto importante», fa notare, «e auspico un 2024 ancora migliore grazie soprattutto alla collaborazione dei sindaci, dei governatori delle regioni e dell’intera comunità del sisma: l’unione fa la forza e noi lo stiamo dimostrando». Il commissario richiama, dunque, lo spirito di condivisione cui ha improntato la sua azione alla guida della struttura che gestisce l’emergenza post-sisma. La sfida sarà in particolare sulla ricostruzione pubblica che deve decollare dopo una prima fase molto stentata.
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