Ricostruzione e bonus edilizio: progetto pilota per palazzo Ater

Via libera all’intervento combinato tra misure post-sisma con incentivi per l’efficienza energetica La presidente Ceci: «Scommessa vinta, pagina storica nella gestione del patrimonio immobiliare»
MONTORIO AL VOMANO . La ricostruzione post-sisma si innesta con gli interventi di riqualificazione finanziati con il Superbonus 110%. È il «procedimento complesso» attivato dall’Ater per una palazzina popolare di Montorio che vedrà sommarsi le misure previste per il riparazione dei danni causati dal terremoto del Centro Italia con gli incentivi edilizi su efficientamento energetico e consolidamento strutturale messi in campo dal Governo.
Si tratta di un progetto pilota, quello autorizzato dalla Regione e che interesserà l’edificio ai civici 22-24 di via Ferrari, cui ne seguiranno a breve altri due su altrettanti immobili nelle medesime condizioni. L’operazione, a detta dell’Ater, segna dunque una svolta nella gestione del patrimonio edilizio. «Tecnicamente si chiama procedimento complesso», spiega Maria Ceci, presidente dell’azienda pubblica che gestisce le case popolari in provincia, «ma in realtà abbiamo realizzato, anche smentendo il luogo comune di una burocrazia ingessata e ingessante, un piccolo miracolo organizzativo e funzionale». Di fatto sono stati resi complementari progetti relativi a lavori che erano diversi per impostazione, ma convergenti nella destinazione. «L’Ater di Teramo ha scritto una pagina nuova nella storia stessa della gestione degli interventi sul patrimonio immobiliare», tiene a sottolineare la presidente, «lo staff dell’azienda ha deciso di “innestare” il Superbonus su un cantiere della ricostruzione, realizzando così una progettazione complessa, ma estremamente funzionale e, soprattutto, destinata a essere realmente risolutiva, con la restituzione alle famiglie di un’abitazione ricostruita ed efficientata». Ceci non ha dubbi sul fatto che sia una scommessa vinta.
«Abbiamo deciso che su un edificio già oggetto dei lavori di un cantiere per la ricostruzione post-sisma, sarebbe stato estremamente utile avviare anche i lavori di efficientamento energetico previsti dal Superbonus», rileva, «su un procedimento già impegnativo, quale quello della ricostruzione per danni da sisma 2016, abbiamo innestato un altro procedimento impegnativo ed è stata una vera sfida, vinta grazie alla professionalità degli uffici dell’Ater, che hanno gestito tutto il procedimento con competenza ed efficacia». In questo modo, conclude la presidente, sarà dunque possibile «restituire alle famiglie, non un luogo nel quale abitare, ma una casa nella quale poter vivere». (g.d.m.)
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