Ricostruzione, i sindaci: dateci più fondi

1 Dicembre 2020

Sisma, il presidente dell’Anci D’Alberto sollecita Governo e Parlamento a inserire emendamenti nella Finanziaria

TERAMO. La ricostruzione materiale deve essere necessariamente accompagnata da quella economica e sociale.
Ne sono convinti i sindaci del cratere che attraverso l'Anci hanno proposto al Governo e al Parlamento una serie di emendamenti, da inserire nella prossima Finanziaria, «finalizzati a rafforzare tutte quelle azioni utili a favorire la ricostruzione post sisma 2016», come annuncia il presidente Anci Abruzzo Gianguido D'Alberto. «Sino ad oggi», commenta il sindaco di Teramo, «ci si è concentrati prevalentemente sulle misure normative finalizzate a costruire il cantiere normativo con norme straordinarie che servissero ad affrontare una situazione di straordinaria emergenza. Ma ciò non è sufficiente. La ricostruzione materiale deve essere accompagnata, ora più che mai, dal rilancio economico sociale dei nostri territori. Vanno contestualmente prese in considerazione anche tutte quelle misure che dovranno tener conto degli aspetti economici riconducibili alle azioni da porre in essere». Un obiettivo rispetto al quale il Comune di Teramo ha già proposto al presidente del consiglio Giuseppe Conte l’istituzione del contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per il cratere sismico 2016-2017. «Diventa necessario, poi, rendere più veloce la ricostruzione pubblica e privata», continua D'Alberto, « le stazioni appaltanti dovranno poter procedere all'affidamento diretto delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture, nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l'attività di progettazione, di importo inferiore a 150.000 euro sino al termine delle attività di ricostruzione pubblica». Tra le richieste avanzate dall'Anci anche quella di garantire un sostegno alle imprese danneggiate dagli eventi sismici. «Le regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria hanno provveduto ad emettere i relativi bandi e a stilare le conseguenti graduatorie che hanno esaurito la dotazione finanziaria», prosegue ancora D'Alberto, «andrà erogato un sostegno alle attività economiche con destinazione del 5% della ricostruzione pubblica alla realizzazione di interventi per lo sviluppo, l’ammodernamento e la riqualificazione del sistema economico dell’area cratere». Tra gli emendamenti presentati ci sono poi richiesta per la prosecuzione della “zona franca urbana” per il sisma centro Italia, nonché l’istituzione di una Zes “cratere sisma 2016” finalizzata a trattenere l’imprenditoria locale e, se possibile, attrarne di nuova. «In un contesto di elevatissima incertezza e difficoltà», conclude D'Alberto, «specialmente nei comuni con danni gravi, è necessario fornire prospettive di sostegno stabili su di un arco temporale comparabile con quello della ricostruzione. La volontà è accelerare il percorso di ricostruzione al fine di restituire la propria identità a tutti i territori».
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