Ricostruzione privata, balzo in avanti

Superate le 500 domande di contributo (oltre 400 per danni lievi) e i 100 decreti di concessione: cantieri pronti a partire
TERAMO. Se il 2020 è stato, per la ricostruzione, l'anno della svolta, il 2021, stando ai numeri attuali, sarà l'anno che porterà finalmente all'apertura di un numero consistente di cantieri almeno per la ricostruzione privata. La spinta fornita dalle ordinanze del commissario straordinario Giovanni Legnini, che hanno semplificato le procedure, così come l'aumento del personale destinato a occuparsi della ricostruzione, sembrano infatti aver creato un sistema virtuoso che nel giro di poche settimane ha fatto lievitare oltre quota 500 il numero di domande presentate e fatto superare, nel comune di Teramo, la soglia dei 100 decreti di concessione dei contributi. Questo anche grazie alla possibilità, per quanto riguarda le richieste di contributo per i danni lievi, per i quali era fissata la scadenza del 30 novembre (con alcune eccezioni), di presentare una pratica semplificata cui far seguire successiva integrazione documentale entro il mese di gennaio.
Al 31 dicembre, in particolare, le domande pervenute nel comune di Teramo erano 506, di cui ben 400 per danni lievi (residenziali), 69 per danni gravi (residenziali) e 36 tra danni lievi e danni gravi per attività produttive. Sono 26, ad oggi, quelle respinte e archiviate. «Di fronte a questi numeri possiamo dire senza tema di smentita che si è finalmente sbloccata la ricostruzione privata», commenta il primo cittadino Gianguido D'Alberto, «delle domande pervenute ben 332 sono istruibili, cioè complete, e abbiamo raggiunto i 102 decreti di concessione dei contributi. A questi si aggiungono cinque pratiche che sono in fase di gara e che quindi a breve arriveranno ad essere decretate». Per il primo cittadino la decisa accelerazione della ricostruzione privata non si è certamente esaurita con la scadenza del 30 novembre per i danni lievi – nella quale, in ogni caso, non rientravano i danni lievi relativi a edifici compresi negli aggregati edilizi, oppure ubicati nelle zone rosse o nelle aree perimetrate dove esistono vincoli alla ricostruzione, o che abbiano rischi esterni inagibilità, o che siano situati in aree instabili o in dissesto. «Lo sblocco della ricostruzione privata è il frutto del grande lavoro fatto nel 2020 dai sindaci con il commissario Legnini», continua D'Alberto, «un lavoro che adesso dobbiamo continuare ad alimentare, puntando a far partire anche la ricostruzione pubblica. In quest'ambito nelle prossime settimane ci sarà la definizione della cosiddetta "ordinanza Teramo", con l'inserimento degli edifici scolastici e della sede municipale di piazza Orsini tra i lavori sui quali abbiamo chiesto l'attivazione dei poteri in deroga concessi al commissario. Il nostro obiettivo è quello di aprire i primi cantieri nel corso dell'anno». Poteri in deroga che potranno essere delegati agli stessi soggetti attuatori, come Comuni e altri enti pubblici. Da qui l'invito del sindaco all'Ater «a chiedere l'attivazione dei poteri in deroga del commissario anche per la ricostruzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica».
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