Ricostruzione privata da record: via libera a 5.200 cantieri nel 2021

4 Marzo 2022

Pareggiato il dato dei quattro anni precedenti. A gennaio approvati 900 decreti: investiti 3,8 miliardi Il commissario Legnini: «La svolta con la semplificazione delle procedure, ma il 2022 sarà decisivo»

TERAMO. Quello da poco trascorso è stato un anno record per la ricostruzione privata post-terremoto. A certificarlo è il rapporto presentato dal commissario Giovanni Legnini che fa il punto sull’attività del suo ufficio nel 2021. Il dato più significativo attiene ai decreti approvati che hanno segnato l’apertura dei cantieri. In tutto sono stati 5.200, quanti nei quattro anni precedenti. Nel solo 2021, insomma, i numeri della ricostruzione privata hanno pareggiato quelli registrati nel periodo 2017-2020. La tendenza all’incremento esponenziale è confermata dai dati di gennaio di quest’anno. Con la definizione delle domande per danni lievi presentate in forma semplificata, sono state approvate altre 900 richieste di contributo, che portano a 13mila il totale delle istanze licenziate, per un importo di 3,8 miliardi di euro.
L’ACCELERAZIONE
«La ricostruzione del Centro Italia avanza, grazie alle semplificazioni e a un lavoro corale degli uffici regionali e comunali, che hanno migliorato la loro produttività, e grazie all’apporto dei professionisti e delle imprese», sottolinea Legnini, «ma c’è ancora molto da fare per i cittadini, che da troppo tempo attendono di avviare la riparazione delle loro case, e per le imprese». I prossimi mesi rappresenteranno un ulteriore banco di prova. «Saremo tutti chiamati ad affrontare sfide ancora più impegnative, raccogliendo i frutti delle misure adottate per la ricostruzione pubblica, che pure ha registrato netti miglioramenti lo scorso anno», osserva il commissario, «e superando le inattese e serie difficoltà derivanti dalla scarsa disponibilità di imprese e professionisti dovuta alla saturazione del mercato dell’edilizia». Il 2022, ricorda Legnini, «sarà importante anche per l’attuazione delle misure per la rigenerazione territoriale e lo sviluppo finanziate con il fondo complementare al Pnrr» che ammonta a 1,78 miliardi e interessa anche il cratere 2009. «Si tratterà, insomma, un anno decisivo per il futuro dei territori dell’Appennino centrale colpiti dai terremoti», conclude il commissario, «ed è per questo che sarà necessario l’impegno straordinario di tutti i protagonisti pubblici e privati».
INVESTIMENTI RADDOPPIATI
Il rapporto mette in luce notevoli progressi anche sul versante della ricostruzione pubblica. Rispetto al dato precedente, infatti, la spesa risulta raddoppiata: da 260 a 560 milioni di euro. Una spinta importante è arrivata dalle ordinanze speciali. Gli interventi in deroga sono stati 762, per 1,3 miliardi. Tra questi ce ne sono circa 200 sulle scuole, per 580 milioni. Il totale degli interventi sugli edifici scolastici si attesta così a 457, per 1,3 miliardi.
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