Ricostruzione pubblica a rilento: conclusi 233 interventi su 3.215

21 Giugno 2023

Presentati 28.315 progetti privati, ne mancano 21mila. Stanziati contributi per oltre sei miliardi Il commissario Castelli: «Superate negatività esterne». Marsilio: svolta con il modello L’Aquila

TERAMO . La ricostruzione post-sisma, in particolare quella privata, viaggia a ritmo serrato. Restano però margini di accelerazione per gli interventi pubblici. Sono le due facce del bilancio presentato dal commissario per il post-terremoto del Centro Italia Guido Castelli. Affiancato dal sottosegretario al ministero delle finanze Lucia Albano e dai presidenti delle quattro regioni del cratere, il senatore che da gennaio guida la struttura commissariale snocciola dati e misure adottate per disinnescare le «esternalità negative» che hanno ostacolato il percorso.
I numeri della ricostruzione privata aggiornati a fine aprile dicono che i cantieri chiusi sono quasi novemila. Le richieste di contributi attese dalla struttura emergenziale ammontano a 49.361. Finora ne sono state presentate 28.315 con relativi progetti, per cui ne devono arrivare ancora 21mila. Gli Usr hanno approvato 16.680 progetti, per poco più di sei miliardi di fondi erogati, di cui 2,8 per avanzamento lavori. Sul versante pubblico le cifre subiscono un taglio netto. Le risorse stanziate si attestano a poco meno di quattro miliardi, per 3.215 interventi finanziati, di cui 1.445 devono essere a avviati, 1.537 sono in corso e 233 sono conclusi. Per le chiese sono in programmazione 1.261 interventi, per 764,8 milioni. A livello normativo il rapporto evidenzia gli effetti positivi dovuti al decreto Ricostruzione varato dal Governo che ha consentito la stabilizzazione del personale precario negli Uffici speciali e allo stanziamento di risorse per coprire il pagamento dell’anticipo dell’Iva da parte di aziende che hanno avviato lavori di riparazione dei danni. Castelli sottolinea anche l’importanza degli interventi contro lo spopolamento delle aree colpite dal sisma. «Abbiamo sbloccato il piano per 228 scuole che era rimasto incagliato», osserva, «e investiremo 1,4 miliardi sulla viabilità». Gli aiuti alle imprese con il programma NextAppenino ha consentito di assegnare circa 300 milioni per 1.327 progetti, generando oltre 450 milioni di investimenti. «Nel primo quadrimestre del 2023, si registra un incremento dei lavori, in particolare sul fronte della ricostruzione degli edifici privati», conclude Castelli, «ma deve essere ancora avviata una quota rilevante delle progettazioni, soprattutto le più complesse e il divario da colmare per la ricostruzione pubblica è ampio».
Secondo il governatore Marco Marsilio la svolta è arrivata con l’adozione del «modello l’Aquila» sdoganato dopo i pregiudizi iniziali. «Questi sette anni non sono stati tutti uguali», sottolinea il presidente abruzzese, «i primi tre o quattro sono stati caratterizzati da ostilità ideologica nei confronti di quel sistema che oggi è di esempio. Si sono susseguiti commissari orientati politicamente o ossessionati dal formalismo, ma ne sono arrivati altri che hanno fatto marciare le cose. Castelli si è mosso in questo solco, ma c’è stato anche un cambio di passo tra il precedente Parlamento e quello attuale, tra il Governo precedente e quello Meloni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA