Ricostruzione pubblica: nel 2024 1.500 cantieri, 300 in Abruzzo

Il commissario Castelli fa la stima degli interventi da avviare: «Investimenti per oltre due miliardi» Intesa con l’Anticorruzione per aiutare gli enti che gestiscono gli appalti ad applicare le regole
TERAMO . Il prossimo anno segnerà la svolta della ricostruzione pubblica post-sisma del Centro Italia. Le stime della struttura commissariale che fa capo a Guido Castelli prevedono l’avvio di 1.500 cantieri per un valore che supera i due miliardi di euro. In Abruzzo ne sono attesi oltre 300 con il via libera da parte di Comuni e altri enti chiamati a gestire gli appalti. Tra questi rientreranno anche gli interventi sulle grandi strutture in centro, come la scuola San Giuseppe e la sede storica del municipio, di cui si sta occupando l’amministrazione comunale, o la prefettura e il complesso ex Regina Margherita, di cui progettazioni e affidamento dei lavori sono sotto la gestione diretta dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. In vista della mole di progetti in arrivo e degli adempimenti legati al nuovo codice degli appalti la struttura commissariale e l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, hanno messo a punto una serie di misure a supporto delle cosiddette “stazioni appaltanti”, gli enti che seguono le procedure relative alle opere, per i quali è entrato in vigore dal 1° luglio anche il sistema di qualificazione.
Il confronto
Proprio allo scopo di promuovere una conoscenza più dettagliata delle importanti novità normative e dei loro effetti nell’area del cratere il presidente dell’Anac Giuseppe Busia e Castelli hanno tenuto un momento di approfondimento. “La qualificazione delle stazioni appaltanti in ambito sisma 2016: a che punto siamo?” è il titolo del convegno che si è svolto a Roma, nella sede dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, alla presenza tra gli altri dei rappresentanti delle quattro regioni che rientrano nell’area colpita dalle scosse a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017. «La ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate chiede alla struttura commissariale e agli enti territoriali uno sforzo senza precedenti», ha evidenziato Castelli, ricordando appunto che «solo per rimanere ai programmi più recenti, per il 2024 ci aspettiamo più di 1.500 gare per un valore superiore ai due miliardi di euro».
La sfida nel cratere
In aggiunta ci saranno le scadenze legate ai progetti del Pnrr, per cui si tratterà di affrontare una fase particolarmente complessa. «I principali protagonisti di questa sfida, impegnati in prima linea nel rendere realtà quelli che sono gli indirizzi strategici e i piani programmatici, saranno le stazioni appaltanti, i responsabili dei procedimenti e tutti quei centri di competenza della pubblica amministrazione chiamati a uno sforzo di formazione, aggiornamento e qualificazione». Il commissario precisa che si tratta di presupposti fondamentali «affinché la spesa pubblica possa essere gestita nel rispetto dei principi di efficacia, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione».
l’intesa con l’Anac
Si tratta di esigenze che, a detta di Castelli, la struttura commissariale non può ignorare. «Proprio per questo abbiamo avviato con Anac un percorso volto a individuare i temi e le problematiche connessi all'obbligo di qualificazione delle stazioni appaltanti nel cratere», conclude, «accompagnare, sostenere e farsi prossimi al territorio, anche dal punto di vista amministrativo, è la nostra missione. Lo faremo nella certezza di dover affrontare una sfida, quella della ricostruzione, difficile ma intrisa di contenuti etici prima ancora che amministrativi».
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