Ricostruzione, scontro sui lavori: scambi di accuse tra Pd e sindaco

29 Settembre 2023

I consiglieri di opposizione: «Cantieri privati fermi perché non partono le autorizzazioni del Comune» Altitonante: «Bloccati solo gli interventi che non hanno copertura finanziaria, già partite tante opere»

MONTORIO AL VOMANO. «L’amministrazione del sindaco Fabio Altitonante decreta la morte del centro storico e delle frazioni. La ricostruzione pesante post-sisma è completamente ferma: interi quartieri fantasma come i cantieri in corso Valentini e via Urbani impiantati, ma mai partiti con una situazione di forte disagio. Tutto per l’inerzia del sindaco che non firma le concessioni per far partire i lavori». A scrivere sono i consiglieri di opposizione Eleonora Magno e Andrea Guizzetti che incalzano: «Dai dati disponibili sono diverse le unità immobiliari ammesse a contributo dall’Usrc per il sisma 2009: alcune dal 2022, altre anche da due anni, ma i lavori non partono perché il sindaco non firma le concessioni del contributo, passaggio conclusivo necessario per mettere in moto il cantiere. In alcuni casi la richiesta di altri fondi necessari a far partire i lavori è stata inoltrata dal Comune all’ufficio preposto con un ritardo di un anno dall’ammissione, che è il tempo limite in cui il cantiere può partire. I fondi ci sono, e anche tanti, sia nelle casse comunali che nell’ufficio di Fossa e non ci sono più scusanti», proseguono, «per questo abbiamo deciso di chiedere la convocazione di un consiglio comunale aperto ai cittadini con la presenza del direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione». Secca la replica di Altitonante. «Le concessioni dei contributi sono tutte firmate e le uniche al momento ferme sono quelle per cui manca la copertura economica dall’ufficio ricostruzione», chiarisce, «ci fa piacere che, finalmente, dopo tre anni di amministrazione i consiglieri del Pd abbiano “visitato” il centro storico: rispetto a come lo avevano lasciato avranno trovato tante novità e numerosi cantieri. Siamo dovuti ripartire da zero perché in dieci anni non sono stati capaci di aprire un cantiere di ricostruzione. Mi dicono, tra l’altro, che il consigliere Guizzetti si sia recato personalmente negli uffici comunali a chiedere tutte le informazioni e, compatibilmente con i tempi tecnici per l’invio dei documenti, ha avuto risposta».
Il primo cittadino pone alcune domande: «Visto che è arrivata al Comune una fattura con la rata di un software fantasma, mai visto, dal costo di circa 12mila euro per la gestione del sisma 2009 risalente all’amministrazione di cui Guizzetti era vice sindaco, il consigliere ci può dare delucidazioni? Perché nel piano di ricostruzione non è stato inserito il ponte di collegamento tra piazza Orsini e l’area antistante il Conad, ma la ricostruzione di ruderi in un’area privata in collina per circa 2,6 milioni di euro?».
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