Ricostruzione: semplificazione e tempi certi

6 Giugno 2020

Il commissario ai sindaci: «Su quella privata ci attendiamo la svolta tra alcuni mesi. Per la pubblica servono nuove leggi»

TERAMO. Nonostante il numero delle pratiche lavorate dall'ufficio speciale di Teramo sia sensibilmente aumentato, la ricostruzione post sisma 2016-2017 in Abruzzo è ancora al palo. Se quella privata procede al rallentatore quella pubblica non è mai partita, tanto che a Teramo il primo cantiere che prenderà il via sarà quello del palazzo Ater di via Adamoli 48. E questo principalmente per via dell’assenza di una semplificazione normativa che i sindaci chiedono da tempo.
La semplificazione, come ha sottolineato il commissario straordinario Giovanni Legnini, ieri a Teramo per partecipare al tavolo operativo sulla ricostruzione, rappresenta il cuore dell'ordinanza 100, che assegna un ruolo fondamentale ai professionisti. A evidenziare la necessità di una velocizzazione delle procedure sono i numeri: su 80mila pratiche attese nel cratere per la ricostruzione privata ad oggi ne sono arrivate 13mila. Per quanto riguarda l'Usr Abruzzo, guidato da Vincenzo Rivera, le pratiche definite, sempre in tema di ricostruzione privata, sono 418 mentre quelle in lavorazione 1.427, di cui 591 attualmente in capo ai Comuni e 320 ai professionisti. Per quanto riguarda Teramo, nello specifico, su 312 domande presentate quelle in lavorazione ad oggi sono 205, e appena tre quelle arrivate alla gara.
«Vogliamo far partire la ricostruzione. Questo è il nostro obiettivo», ha detto Legnini, «il ruolo dei sindaci e delle professioni tecniche è decisivo, dentro un percorso di semplificazione che poggia proprio sulla funzione dei tecnici, qualificati come incaricati di pubblico servizio, e sul ruolo di certificazione e controllo degli enti locali oltre che su una funzione di programmazione della struttura commissariale e di controllo rigoroso da parte degli uffici speciali». In quest'opera fondamentale è l'ordinanza 100, che per Legnini «costituisce una svolta sotto questo profilo. La sua attuazione non può dare frutti domani mattina, occorrono alcuni mesi perché le pratiche devono ancora essere presentate. Noi abbiamo dato tempi certi per la definizione delle procedure: 70 giorni per quelle più semplici, 100 per quelle che richiedono la conferenza regionale, 130 per quelle che necessitano di ulteriori attività istruttorie a fronte ad un anno, un anno e mezzo di oggi». Commentando l’ordinanza 100, il sindaco Gianguido D’Alberto ha detto: «Per far partire la ricostruzione, oltre alla semplificazione e alla sburocratizzazione delle procedure il sistema dovrà fondarsi su un rinnovato dialogo tra tutti gli attori, che devono parlare la stessa voce, e su una fiducia nelle istituzioni e tra le istituzioni che deve essere ricostruita».
Discorso a parte per la ricostruzione pubblica, per la quale «servirà un intervento normativo», ha detto Legnini, e sarà fondamentale il decreto Semplificazione. Sul tavolo anche il confronto con l'Anac sulla necessità di ridurre le stazioni appaltanti, che spesso non riescono a portare a termine le progettazioni, e la questione dei fondi per il "cratere nevoso" del 2017. Alla richiesta di Legnini la Protezione civile ha risposto che a trovare i soldi per i comuni danneggiati sia dalle scosse che dalla nevicata dovrà pensare la struttura commissariale.
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