«Ricostruzione, serve un nuovo modello»

Lo ha detto il commissario Legnini nel convegno sulle norme post-sisma organizzato dall’ateneo
TERAMO. Una nuova concettualità della ricostruzione post-sisma non solo degli edifici, ma delle comunità, con prospettive legate a ripresa, riqualificazione, rigenerazione, sviluppo e la necessità dell’approvazione del Codice della ricostruzione, un sistema normativo unitario che garantisca certezza, stabilità e rapidità dei processi ricostruttivi: questi i temi del convegno “Ricostruzione e infrastrutture: le sfide per lo sviluppo economico”, tenuto ieri mattina nell’Università di Teramo. È stato il primo appuntamento di un ciclo di incontri aperto dal rettore Dino Mastrocola.
«Mentre si ricostruisce e si prova a rigenerare dinamiche di sviluppo bisogna coltivare gli obiettivi storici e strategici della transizione ecologica e digitale», ha spiegato il commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini, collegato da remoto, «guai se ricostruissimo il patrimonio edilizio - infrastrutturale guardando indietro, ripristinando ciò che c’era senza tener conto che siamo nel pieno di questa transizione che è alimentata da politiche e risorse imponenti come il Pnrr». Legnini ha fatto riferimento anche ai programmi varati per garantire una ricostruzione a 360 gradi, come il Fondo complementare costruito sull’analisi puntuale delle necessità dei territori dei due crateri e le misure per imprese, cultura, turismo e alta formazione. «C'è la necessità del quadro normativo di adeguarsi a questi nuovi orizzonti: abbiamo un bagaglio importante per alimentare uno sforzo riformatore che è il Codice per la ricostruzione, una legislazione certa e affidabile di procedure standardizzate e responsabilità ai tre livelli di governo centrale, regionale e locale che possono essere meglio definiti in sede legislativa. Auspico», ha concluso Legnini, «che si colmi il vuoto che dopo le catastrofi ci fa ricominciare sempre da capo».
L’Italia è un esempio nell’affrontare le emergenze grazie alla Protezione civile, ma nella prevenzione e nella ricostruzione ci sono criticità. «Mediamente un processo di ricostruzione dura 12 anni», ha detto il docente in diritto amministrativo Salvatore Cimini, «grazie alle ordinanze del commissario Legnini si è fatto tanto, ma è necessario superare le frammentazioni e la complessità dei modelli attuali con un modello ad hoc». La parlamentare Pd Stefania Pezzopane è la relatrice della legge delega sul Codice della ricostruzione che attende l’approvazione. «Il processo di ricostruzione non può essere improvvisato e il cittadino non può essere una cavia alla ricerca del modello giusto», ha evidenziato, «un evento sismico non può essere sottoposto alla risposta estemporanea del momento, ma deve entrare in gioco, finita l’emergenza, un Dipartimento delle ricostruzioni».
Tra i presenti al convegno di ieri c’erano il direttore generale per l’edilizia statale e segretario Unadis Barbara Casagrande e il vice procuratore generale della Corte dei conti Fabrizio Cerioni.
Adele Di Feliciantonio
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