Ricostruzione, servono norme semplici

Dopo il reciproco scambio di accuse sui ritardi nelle pratiche incontro all’Ance fra D’Alberto (Usr) e gli ordini professionali
TERAMO. Un incontro per cercare di superare gli ostacoli che bloccano l’attività dell’ufficio speciale della ricostruzione (Usr). Si è svolto martedì sera, qualche minuto dopo la diffusione di una nota in cui il direttore dell’Usr, Marcello D’Alberto, aveva sollecitato i tecnici a presentare le pratiche perchè a fine aprile scadono i termini e rispetto alla mole di immobili danneggiati dal sisma sono troppo poche. Una sorta di velato rimbrotto che segue a quello fatto, in senso contrario, giorni fa dagli ordini professionali i quali invece hanno denunciato il fatto che le pratiche, pur se presentate non vengono protocollate.
L’incontro fra professionisti, Usr, Genio civile e Ance è stato dunque il momento per chiarirsi, peraltro alla vigilia di una manifestazione di protesta, che si svolgerà stamattina alle 10 sotto alla sede dell’Usr, organizzata dall’associazione “Robin Hood” e dall’ex assessore Franco Fracassa.
INGEGNERI. All’incontro hanno partecipato D’Alberto e il direttore del genio Civile, Giancarlo Misantoni, per la parte pubblica. I presidenti della Federazione regionale degli ingegneri e dell’Ordine di Teramo, Maurizio Fusilli e Agreppino Valente, hanno sottolineato la necessità di una integrazione tra l’Usr e il Genio Civile per una gestione organica della domanda di contributo e dell’autorizzazione sismica. «Le difficoltà ci sono da tutte e due le parti», ha osservato Valente, «per noi c'è una marea di ordinanze in cui è difficile raccapezzarsi ma anche da parte loro c'è una difficoltà a darci risposte su alcune interpretazioni. Noi continueremo a portare le pratiche, ma se a distanza di mesi nessuno ci risponde non abbiamo nemmeno contezza se quello che abbiamo fatto va bene. Bisogna capire il taglio che dobbiamo dare ai nostri elaborati, che loro devono essere in grado di leggere e interpretare bene».
ARCHITETTI E GEOMETRI. Il vicepresidente dell’ordine degli architetti Gabriele Esposito ha proposto la redazione di un testo unico ricordando come il susseguirsi delle emanazioni normative, che tra ordinanze, circolari e disegni di legge correggevano o modificavano quelle precedenti, abbia impedito a professionisti ed uffici di procedere in maniera spedita. «Il problema principale è dovuto alla farraginosità della normativa», commenta il presidente Raffaele Di Marcello, «ma ora è stato concordato di migliorare la struttura deputata all'accoglimento delle pratiche, con maggior collaborazione fra Usr e Genio civile per affrontare la sovrapposizione di competenze. Noi come Ordine abbiamo rimandato al mittente accusa di avere responsabilità nel ritardo della presentazione delle domande. Ci sono difficoltà oggettive dovute alla normativa e soggettive causate dall’Usr che chiede, ad esempio documenti presentati più volte». Peraltro adesso è stato sbloccato il protocollo delle pratiche, ora l’importante è non arenarsi nella richiesta di una mole eccessiva di integrazioni. E, vista anche la sottolineatura di Marco Pompei del collegio dei geometri, che ha evidenziato difficoltà interpretative per la classificazione del danno e alla redazione delle schede Aedes, si è deciso di fare una serie di proposte concrete che supportano un documento tecnico che sarà discusso al comitato tecnico sul sisma di Roma, in modo da eliminare alcuni scogli presenti nelle 49 ordinanze fatte finora.
ANCE. Il presidente dell’Ance Raffalele Falone ha evidenziato il deficit della pianta organica dell’Usr rispetto alle dotazioni di altri: finora ci sono solo 22 addetti, e gli altri 14 di cui dovrebbe dotarsi l’Usr sono di difficile reperimento perchè si è scelto, per reclutare il personale, il criterio della mobilità da altri enti, invece di prenderli all’esterno. Il presidente della Cassa Edile, Ezio Iervelli, non ha potuto che constatare come l’apertura di numerosi cantieri in altre aree del sisma centro Italia ha comportato un rilevante aumento dell’occupazione.
Misantoni e D’Alberto dopo aver ricordato le difficoltà derivanti dalla complessa cornice normativa, si sono detti disponibili a sostenere le proposte tecniche che l’Ance e gli Ordini sottoporranno alla Regione ed al comitato tecnico del commissario per la ricostruzione volte a semplificare e migliorare il quadro interpretativo.
«In conclusione» ha affermato Falone «occorre superare i vincoli di legge che impediscono le attività di programmazione a medio lungo termine, funzionali a rafforzare la stabile dotazione organica degli uffici preposti anche attraverso l’indizione di concorsi come accaduto a L’Aquila. È inconcepibile che si spendano milioni di euro per l’autonoma sistemazione e non si riescano a trovare poche risorse per il personale». A margine, l’Ance sta formando tecnici ed imprenditori per farli orientare fra le procedure-sisma: finora hanno partecipato in 120. (a.f.)
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