Ricostruzione, superato in città il 50% delle pratiche concluse

L’ufficio speciale da metà settembre sta emanando un decreto di concessione contributi al giorno D’Alberto: «Nel comune sono arrivati 58 milioni di euro su un totale di 150 per tutto il cratere»
TERAMO. Dopo il fisiologico rallentamento dovuto alle ferie, la ricostruzione privata nel comune di Teramo ha subito una nuova accelerazione. Solo nel periodo che va dal 13 al 30 settembre sono stati infatti emanati 13 decreti di concessione dei contributi, circa uno al giorno considerando i giorni lavorativi, per una somma complessiva erogata di oltre cinque milioni di euro.
A snocciolare i numeri, sulla scorta dei dati forniti dall'Usr (ufficio speciale per la ricostruzione), è il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto che evidenzia anche come sempre a settembre, a distanza di cinque anni dalle prime scosse che hanno devastato il centro Italia, per la prima volta sia stato superato il 50% di pratiche concluse. A fine mese, infatti, su un totale di 528 domande tutte istruibili presentate dal 2017 a oggi, quelle concluse erano 266, per un totale di 211 decreti di concessione di contributi emanati (a cui si aggiungono tre pratiche in gara e per le quali, a breve, dovrebbe arrivare il relativo decreto). Numeri che si traducono, a loro volta, in un totale di 31 milioni di euro arrivati sul territorio per quanto riguarda la ricostruzione leggera (su un totale di 88 milioni in tutto il cratere) e di 27,2 milioni per la ricostruzione pesante (su un totale di 62 milioni nel cratere). «In totale a oggi per la ricostruzione privata nel comune di Teramo sono arrivati 58,2 milioni di euro su un totale di 150 milioni per tutto il cratere», commenta il sindaco D'Alberto, «di fatto il capoluogo ha catalizzato oltre un terzo dei contributi stanziati. E un altro dato particolarmente importante è che delle 262 pratiche restanti solo 17 sono negli uffici comunali, che dunque le smaltiscono con una rapidità straordinaria».
Numeri che, come evidenzia il primo cittadino, sono il frutto da un lato dell'entrata a pieno regime dell'ordinanza 100 e della semplificazione normativa introdotta dalle ordinanze del commissario straordinario Giovanni Legnini e dall'altro del potenziamento del personale sbloccato, dopo anni, sempre grazie al lavoro della struttura commissariale. In ogni caso, se il mese di settembre ha fatto registrare numeri particolarmente importanti, è dall'inizio dell'anno che la ricostruzione ha davvero cambiato passo. A confermarlo sono i freddi numeri: dal 2017 al 31 dicembre 2020, infatti, a Teramo erano state 133 le pratiche concluse (esattamente lo stesso numero evaso nei nove mesi nel 2021) e 102 i decreti (solo quest'anno sono stati 109).
Se il 2021 è stato l'anno della svolta per la ricostruzione privata, il 2022 dovrebbe essere invece l'anno dei primi cantieri per la ricostruzione pubblica, che segue norme più stringenti. A confermarlo, ieri mattina, è stato lo stesso sindaco D'Alberto che ha partecipato insieme al vescovo Lorenzo Leuzzi, alla ditta incaricata dei lavori e al direttore dell'Usr Vincenzo Rivera al sopralluogo per controllare lo stato dei lavori sul duomo. Un sopralluogo al termine del quale il vescovo ha auspicato un'accelerazione sul progetto della Cittadella della carità, la struttura che dovrebbe sorgere in centro e destinata all'accoglienza dei bisognosi e delle persone che si trovano in emergenza abitativa. «Si tratta di un'opera che non è né di proprietà né di competenza del Comune», commenta il primo cittadino, «ma rispetto alla quale come sindaco della città mi sto impegnando insieme a tutti gli enti perché si possa avere intanto la copertura finanziaria e poi per accelerare le procedure in modo da poter aprire il cantiere entro dicembre 2022. Questo sempre considerando che si tratta di un'opera che non rientra tra le procedure semplificate dell'ordinanza 105 relativa alla ricostruzione delle chiese, ma dovrà seguire le norme più stringenti della ricostruzione pubblica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

