Rientra la famiglia teramana bloccata a Bali

5 Aprile 2020

La Farnesina organizza un volo fino a Milano, potranno riportare anche le ceneri del papà

TERAMO. Per la famiglia teramana bloccata a Bali da oltre un mese e mezzo con le ceneri di un familiare si profila il ritorno a casa. La Farnesina, in coordinamento con l'ambasciata italiana a Giacarta, ha infatti organizzato per il 7 aprile un volo speciale di rientro per gli italiani rimasti bloccati in Indonesia dopo lo stop ai collegamenti per l'emergenza coronavirus. Volo che riporterà in Italia anche Luigi D'Ignazio e la sua famiglia, che potranno portare con loro anche l'urna con le ceneri di Diego D'Ignazio, padre dI Luigi e biologo in pensione, morto a Bali per un edema polmonare qualche giorno dopo essere andato in Indonesia insieme alla moglie a trovare l'altro figlio, Massimo, che gestisce un'attività sull'isola di Rote. «L'aereo partirà da Bali e atterrerà a Milano», ha spiegato l'avvocato Luca Quartapelle, legale della famiglia D'Ignazio, «e ai miei assistiti è stato garantito che con lo stesso volo potranno riportare l'urna con le ceneri del loro familiare». Dopo aver risolto il problema legato al visto, che era scaduto, e aver riavuto i passaporti, che erano stati trattenuti dalle autorità, nelle ultime ore la famiglia è riuscita a risolvere anche la questione legata ai documenti di viaggio dell'urna e il 7 aprile, dopo oltre 40 giorni, tornerà finalmente a casa. A raccontare l'odissea vissuta insieme ai suoi cari era stato, nei giorni scorsi, proprio Luigi D'Ignazio, che non riuscendo a mettersi inizialmente in contatto nè con l'ambasciata nè con la Farnesina nel frattempo si era rivolto all'avvocato Quartapelle per avere assistenza. La madre Paola e il padre Diego, infatti, erano volati in Indonesia a metà febbraio per andare a trovare l'altro figlio che gestisce un'attività sull'isola di Rote. Ma qualche giorno dopo essere arrivato nel paese asiatico Diego si era sentito male, con febbre e tosse. Tanto da essere ricoverato in ospedale dove è morto per un edema polmonare. Nonostante l'emergenza coronavirus sull'uomo non è stato effettuato nessun tampone, non essendo gli ospedali locali ancora attrezzati. Dopo la sua morte anche la moglie e il figlio Massimo, così come il figlio Luigi che appena saputo della tragedia aveva raggiunto la famiglia insieme alla compagna Carlotta, avevano accusato febbre e tosse, fortunatamente passati dopo pochi giorni.
Alessia Marconi
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