Rientrano i primi sfollati Ater ma trovano le case danneggiate

Brutta sorpresa per le 32 famiglie che hanno riavuto le chiavi a conclusione dei lavori nell’edificio: ora chiedono il ripristino degli appartamenti, il risarcimento dei danni e sostegno per gli affitti
TERAMO. Pavimenti e mobili rotti, infissi danneggiati, fili elettrici scoperti, cassette della posta distrutte. È lo stato nel quale versa il condominio Ater di via Adamoli, a Colleatterrato, dopo la fine dei lavori post-sisma. Le 32 famiglie che vivevano nel palazzo, fatte sgomberare nel 2016, hanno finalmente riottenuto le chiavi di casa dopo l'intervento di ricostruzione da 2,5 milioni di euro predisposto dall'Ater e condotto in due anni dalla ditta che si era aggiudicata l'appalto. Da settimane gli inquilini si dicevano però preoccupati dello stato nel quale l'immobile sarebbe stato riconsegnato, sia relativamente alla zona esterna che all’interno dei singoli appartamenti. Fuori, nell'area che circonda il palazzo, la condizione precaria appare evidente: verde incolto e selvaggio, strada dissestata e impianti di illuminazione rotti. Accanto a ciò, però, le famiglie hanno avanzato timori, rivelatisi fondati, circa la situazione che avrebbero trovato negli appartamenti.
IL RIENTRO SHOCK
Pochi giorni fa l'Ater ha restituito le chiavi a tutti gli sfollati del palazzo, rassicurandoli preventivamente sul fatto che ogni danno interno sarebbe stato sistemato. Quando le famiglie hanno varcato le porte delle rispettive abitazioni, in tanti casi la scena che si hanno avuto davanti è apparsa desolante e dolorosa. Mobili rotti, gettati a terra, divelti. Cucine, divani e infissi danneggiati. Pavimenti interni lesionati e quelli dei balconi con mattonelle a pezzi. Un disastro che non permette di ipotizzare, a stretto giro, un rientro in quegli appartamenti. Non ci sono le condizioni di vivibilità e in alcuni casi va fatto persino uno smaltimento dei mobili che, assicurano gli inquilini, erano intatti nel momento dello sgombero ma sono stati ritrovati completamente rotti. Domenica mattina diversi sfollati si sono riuniti per capire come comportarsi anche alla luce del fatto che il Cas, il contributo di autonoma sistemazione, per loro è stato sospeso. Tecnicamente infatti l'aiuto economico viene revocato nel momento in cui i lavori post-sisma sono conclusi: come è avvenuto dunque per il palazzo Ater in questione. Le famiglie, a questo punto, si trovano nella condizione di non poter tornare in via Adamoli e dover continuare a pagare l'affitto nelle case dove hanno vissuto in questi sette anni senza però avere più il sostegno economico.
IL SOPRALLUOGO
Una situazione complessa che domani verrà affrontata nel corso di un sopralluogo in via Adamoli fra l’Ater, che sarà presente con i suoi vertici a partire dalla presidente Maria Ceci, e gli inquilini. Questi ultimi chiedono tempi celeri di ripristino delle condizioni di vivibilità all'interno degli appartamenti, un risarcimento per i danni subiti e un sostegno per le spese di affitto e per l'acquisto di nuovi arredi che dovranno sostenere.
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