Rifiuti altrove? Il Cirsu diffida Giulianova

23 Giugno 2014

Il consorzio vuole bloccare il bando del Comune che intende utilizzare un altro impianto per poter spendere di meno

GIULIANOVA. Sul bando emanato dal Comune di Giulianova per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati piomba la diffida del Cirsu, che invita l'amministrazione a non proseguire l'iter delbandoper l'individuazione di un sito alternativo a quello dello stesso Cirsu.

Intanto in municipio bocche cucite sulla vicenda, che avrebbe dovuto concludersi venerdì con l'apertura delle buste contenenti le offerte: tra i possibili aggiudicatari del bando vi sono però solo Deco, gestore dell'impianto di Casoni e del centro di trasferenza di Montesilvano e il Consorzio Stabile Ambiente (società aquilana che gestisce la discarica Cirsu di Grasciano). Nell'avviso è infatti specificato che la struttura nella quale conferire l'indifferenziato non deve essere situata ad una distanza maggiore di 50 km dal confine di Giulianova.

In quell'area sono quindi solo due le soluzioni possibili per il conferimento dei rifiuti: un bando che sembra fatto apposta per snobbare Grasciano e puntare su un sito più economico, così come è anche specificato nell'avviso, nel quale si parla di un prezzo non superiore ai 129 euro per tonnellata di immondizia conferita (il Comune ne spende ora circa 140). Un provvedimento decisamente singolare, che non è stato gradito dalla direzione del Cirsu e dagli altri Comuni soci, i quali si sono riuniti nel pomeriggio di venerdì ed hanno discusso della problematica. Nella diffida del consorzio si evidenzia come, con l'eventuale rinuncia di Giulianova a conferire nel suo stesso impianto, si aprirebbe un serio problema nel piano di risanamento predisposto dai Comuni, compreso quello di Giulianova. Insomma, la domanda che Cirsu ed i Comuni si sono posti è “chi paga?”, in riferimento alle quote dovute dal municipio giuliese al fine di rilanciare il polo tecnologico di Grasciano. Se Giulianova dovesse voltare le spalle al Cirsu, salterebbe la quota per il piano di risanamento inserita in bilancio: in pratica lo stesso bando indetto dal Comune sarebbe in contrasto con i piani aziendali di Cirsu.

Amministratori e dirigenti del Comune per ora non commentano e non è stato nemmeno possibile capire con certezza se il bando sia stato bloccato, in seguito alla diffida, o se sia stato aggiudicato. Sulla vicenda avrebbe espresso il proprio parere negativo anche la Regione, che nei prossimi giorni dovrebbe prendere una posizione ufficiale sulla problematica.

Sandro Petrongolo

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