Rifiuti e degrado nell’ex scuola Febbo Accuse al sindaco

25 Maggio 2016

Denuncia dei consiglieri d’opposizione D’Alberto e Filipponi per l’edificio di San Nicolò da tempo in balìa dei vandali

TERAMO. «Lo stato di abbandono dell'ex scuola Carlo Febbo a San Nicolò ha raggiunto il culmine». La denuncia parte dai capigruppo in consiglio comunale di Pd e "Teramo cambia” Gianguido D'Alberto e Antonio Filipponi che puntano il dito contro l'inerzia dell'amministrazione nonostante le ripetute segnalazioni inoltrate anche alla polizia municipale da parte di residenti della zona e dei due gruppi consiliari di opposizione. «Il luogo simbolo della frazione, violato, umiliato, oggi si presenta così», attaccano D'Alberto e Filipponi, «cancelli divelti e instabili, con grave rischio per l'incolumità di chi vi passa accanto; finestre, aperte o distrutte, che consentono a chiunque, e per qualsiasi ragione, di accedere facilmente all'interno dell'edificio; l'interno della scuola trasformato in una discarica che grida vendetta, ridotto a un cumulo vergognoso di vetri e oggetti distrutti, televisori, estintori e rifiuti di ogni tipo che lasciano prefigurare anche un allarme igienico-sanitario; pareti imbrattate e deturpate; l'area esterna, totalmente priva di cura, ridotta anch'essa a terreno destinato ai rifiuti, in alcuni casi anche pericolosi». Si tratta insomma di un'autentica vergogna di cui, a detta dei due capigruppo, sono responsabili «in primo luogo i vandali che hanno deturpato un punto di riferimento identitario della frazione e parimenti l'amministrazione Brucchi, che, pur potendo e dovendo vigilare e curare, ha lasciato la Carlo Febbo alla piena e assoluta incuria». Nelle medesime condizioni di abbandono, tra l'altro, si trovano anche altre zone importanti di San Nicolò. D'Alberto e Filipponi citano ad esempio via della Pace deturpata dalla «totale assenza di cura del verde e di manutenzione dei marciapiedi» . Il tono dei due consiglieri è perentorio. Da sette anni l'ex scuola al centro della frazione attende un intervento di riqualificazione che non parte mai. D'Alberto e Filipponi ricordano di aver proposto la trasformazione dell'immobile in un centro di aggregazione, con sedi distaccate degli uffici comunali e associazioni e una sala polifunzionale, affiancato dalla sistemazione dell'area verde circostante del vicino campetto per attività sportive. (g.d.m.)

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