Rifiuti, l’indagine è chiusa per sei

26 Novembre 2016

Tra loro l’industriale Diodoro e l’ex vice sindaco di Silvi Marini

ROSETO. Per un’inchiesta sugli appalti che si apre un’altra si chiude. E’ quella sull’affidamento degli appalti rifiuti a Roseto, Silvi, Giulianova e Mosciano. Dopo due anni e varie proroghe i pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis hanno firmato l’avviso di conclusione per sei degli indagati tra cui il dirigente comunale Maria Angela Mastropietro, all’epoca dei fatti dirigente del settore rifiuti al Comune di Roseto. Con lei ci sono Ercole Diodoro, legale rappresentante della Diodoro ecologia, azienda rosetana che si occupa di rifiuti, il collaboratore Alessandro Di Marzio, l’ex vice sindaco di Silvi Enrico Marini, il funzionario del Comune di Silvi Carlo Durante, il consulente di Rovigo Alberto Rao.

Le accuse contestate vanno dalla turbata libertà degli incanti alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Si profila l’archiviazione per gli altri indagati tra cui l’ex sindaco di Roseto Enio Pavone, l’ex sindaco di Mosciano Orazio Di Marcello, il dirigente del settore urbanistica del Comune di Roseto Lorenzo Patacchini, il funzionario del Comune di Silvi Nazzareno Ferrante, i collaboratori della Diodoro Ecologia Agostino Di Febo e Gianluca Ferreo, il marito della Mastropietro Stefano Di Filippo.

I due pm all’epoca fecero sequestrare materiale nei quattro municipi ma anche nelle abitazioni degli indagati: l'obiettivo era far luce su presunte violazioni della concorrenza nel regime degli appalti, degli affidamenti diretti e dei rinnovi dei contratti nel settore rifiuti, sulle procedure seguite per affidare appalti milionari alla ditta Diodoro Ecologia. Nell’avviso di conclusione i pm ipotizzano condotte fraudolente poste in essere al fine di favorire l'impresa Diodoro nell'aggiudicazione delle gare d'appalto.

Così avevano scritto all’epoca nel decreto di perquisizione: «Le ipotesi investigative ascrivono un ruolo determinante, nella commissione dei fatti illeciti oggetto di indagine, alla Diodoro ecologia, e per essa ovviamente al suo legale rappresentante Ercole Diodoro, che del resto ha visto accrescere di molto negli ultimi anni il proprio volume di affari proprio a seguito di recenti aggiudicazioni ad importanti appalti indetti da numerosi Comuni anche non abruzzesi». Accuse, quelle ipotizzate dalla procura, che ora dovranno essere provate. Dopo la notifica dell’avviso di conclusione gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati. Successivamente i pm decideranno se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.(d.p.)

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