Rifiuti, Montorio vuole uscire dal Mote

Il sindaco: «Gravi inadempienze della società, facciamo causa». La replica: «Servizi sempre regolari»
MONTORIO AL VOMANO. Il Comune di Montorio al Vomano ha sospeso il contratto di manutenzione con il consorzio Mo.Te., società che si occupa dei servizi ambientali. All'origine della decisione ci sono «gravi inadempienze», fa sapere l'amministrazione, sottolineando che si va verso la risoluzione del contratto, per poi procedere a una gara pubblica competitiva in accordo con Agir. Negli ultimi mesi, viene spiegato in una nota, il Comune di Montorio ha svolto controlli su pagamenti e servizi resi dal Mote verso l'ente, da cui sarebbe emerso che «le fatture erano emesse senza alcuna rendicontazione, cioè senza ore effettivamente svolte e attività realizzate», e che Mote «utilizzava il capannone, i mezzi e le attrezzature del Comune senza alcuna convenzione e in maniera gratuita. La stessa cosa avveniva per il materiale di consumo. L'ente, inoltre, pagava alla società personale che avrebbe dovuto essere impegnato nei cimiteri di Montorio, mentre per intere settimane veniva utilizzato per attività esclusivamente del Mote». «Per queste gravi anomalie», afferma il sindaco, Fabio Altitonante, «i nostri uffici hanno chiesto più volte alla società di fornirci rendiconti e relazioni, senza mai ottenere risposte puntuali». Il Comune si riserva di chiedere danni e penali alla società, ad esempio «per il numero verde, mai istituito (in totale circa 146 mila euro di penale)» e per la mancata creazione di un centro servizi/logistico. Altitonante annuncia un consiglio comunale «dove porteremo l'uscita dalla compagine azionaria. Il Comune di Montorio non è più un bancomat».
L'amministratore unico del Mote, Nicola Salini, in replica evidenzia «la correttezza formale e sostanziale dei servizi svolti dalla società, sempre sulla scorta dei fogli contrattuali e degli accordi intercorsi con le amministrazioni del Comune di Montorio. Alcune delle argomentazioni mosse nella nota lasciano intuire una resistenza che il Comune ha nei confronti della società, benché manchevoli di oggettività. Difatti il Comune ha cercato in ogni modo di individuare ogni possibile pretesto per non corrispondere il compenso per i servizi resi sul proprio territorio. Stupisce», continua Salini, «che gli uffici del Comune di Montorio siano stati impossibilitati a verificare le prestazioni realmente svolte, condizione che ha portato a rifiutare le fatture emesse per i servizi erogati. Appare evidente che il pagamento del servizio avviene secondo quanto stabilito dalla convenzione e non secondo quanto definito dalla volontà del singolo. Le argomentazioni utilizzate per il rifiuto delle fatture emesse per servizi regolarmente resi sono pretestuose e tese alla revoca del servizio per una scelta tesa alla lottizzazione dei servizi, probabilmente senza dare le opportune tutele ai lavoratori impiegati».(red.te)

