Rifiuti, è Teramo la provincia regina nella differenziata

25 Ottobre 2016

Con il suo 58,59 % svetta sulle altre realtà abruzzesi I dati del rapporto Anci-Conai: vicini agli obiettivi europei

TERAMO. Rifiuti: è Teramo la provincia più virtuosa d’Abruzzo con il 58,59% di rifiuti urbani avviati a riciclo nel 2015, seguita da Chieti (38,57), L’Aquila (33,18) e Pescara (23,63).

A metterlo nero su bianco è il VI rapporto Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, presentato ieri a Roma nella sede di Anci. I dati dicono che l’Abruzzo raggiunge il 41,32% di avvio al riciclo (in aumento rispetto al 40,8% dell’anno precedente), un dato non lontano dall’obiettivo della Unione Europea del 50% entro il 2020. «Il rapporto conferma l’immagine di un Paese a due velocità», ha spiegato Filippo Bernocchi, delegato Anci a energia e rifiuti, «con un nord dotato di impianti più adeguati e di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del centro-nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l'obiettivo entro il 2020. I rifiuti rappresentano l’elemento essenziale nel passaggio dall’economia lineare a quella circolare, una sfida nella quale i Comuni stanno giocando un ruolo di primissimo piano, avendo sviluppato al loro interno un’industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunità di sviluppo per i territori».

A livello nazionale, sale da otto a nove il numero di regioni che hanno raggiunto, con anticipo, l’obiettivo dell’Unione Europea del 50% di avvio a riciclo fissato per il 2020: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e la “new entry” Valle D’Aosta. I Comuni che hanno già superato l’obiettivo della direttiva ruropea sono 3.549, un dato in aumento del 13% rispetto al 2014 e del 58,29% rispetto al 2013. Lo studio evidenzia un lieve aumento (+0,78%) della produzione dei rifiuti urbani nel 2015, che si attesta a 512 chili per abitante, mentre la percentuale di raccolta differenziata (+3,32%) cresce più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%), una forbice dovuta in larga parte alla qualità dei materiali raccolti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA