Riforme con rissa alla Camera, Tancredi ai leghisti: picchiatemi

Il deputato teramano difende un collega dell’Ncd dall’aggressione dei leghisti: “Non ho alzato le mani, ma non mi sono certo fatto indietro”
ROMA. La camera ha dato il via libera all’articolo del disegno di legge che riforma il Senato, ma lo spettacolo in cui è maturato il voto non è certo di quelli da ricordare. Le tensioni alla Camera hanno quasi portato a una rissa e uno dei protagonisti è stato il deputato abruzzese Paolo Tancredi. Il teramano è stato fra i deputati dell’Ncd che hanno affrontato i colleghi della Lega. Solo l’intervento dei commessi ha evitato che si passasse dalle minacce alle vie di fatto.
La diatriba è scoppiata durante durante gli interventi dei gruppi sulla proposta del Pd di andare avanti ad oltranza con l'esame del ddl Riforme. Sergio Pizzolante dell’Ncd ha attaccato la Lega e dai banchi del Carroccio si è scatenata la reazione con urla e insulti. Alcuni deputati hanno provato a raggiungere i colleghi del Nuovo centro destra. Uno dei primi ad essere raggiunto dai leghisti è stato proprio l’abruzzese.
«Non ho insultato nessuno nè alzato le mani», spiega Tancredi, «certo non mi sono tirato indietro quando c’è stata una minaccia di aggressione a un mio collega di partito. Pizzolante parlava e uno dei leghisti si è scagliato contro. Io mi sono messo in mezzo e gli ho detto: picchia me. Un altro è arrivato, gli ho detto: dammi uno schiaffo. I grillini hanno fatto peggio, hanno detto serva per mezz’ora alla Boldrini».
Nonostante le risse e gli insulti al termine della seduta l'aula della Camera ha dato il via libera all'articolo 33 del disegno di legge che riforma il Senato e il Titolo V della Costituzione, modificando l'articolo 119 della Carta. L'articolo, approvato con 295 sì, 88 no (tra cui quelli di Forza Italia) e 15 astenuti, tratta l'autonomia finanziaria degli enti territoriali e prevede che Comuni, Città metropolitane e Regioni abbiano autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci, e concorrano ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea. Nel pomeriggio ok anche all'articolo 34 del ddl che modifica il 120 della Costituzione introducendo "i casi di esclusione dei titolari di organi di governo regionali e locali dall'esercizio delle rispettive funzioni quando è stato accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell'ente".

