Rimpasto nella giunta: attacchi da Scelta Civica e Pd

7 Settembre 2014

ROSETO. «La maggioranza non farà molta strada con questo nuovo assetto»: di questo è convinto il gruppo Scelta civica Roseto, presente in consiglio comunale con l’ex assessore Flaviano De Vincentiis...

ROSETO. «La maggioranza non farà molta strada con questo nuovo assetto»: di questo è convinto il gruppo Scelta civica Roseto, presente in consiglio comunale con l’ex assessore Flaviano De Vincentiis ed eletto nelle ultime amministrative nella lista del Pd. «La maggioranza del sindaco Enio Pavone», si legge in una nota di Scelta civica, «dopo l’ultima seduta del consiglio comunale è ancora più debole poiché frutto di un finto rimpasto con false deleghe che delegittima gli assessori in carica e distribuisce contentini ai consiglieri in modo del tutto illegittimo solo per prolungare la propria permanenza a palazzo». Una questione di legittimità, quindi, che va comunque ad accavallarsi con una strategia politica che le forze di opposizione bocciano senza appello. «Con questo rimpasto», sottolinea infatti Simone Tacchetti, segretario del Pd rosetano e consigliere comunale in carica con lo stesso partito «il sindaco ha sancito il fallimento della sua giunta e dell’esperienza del centrodestra rosetano. Le dimissioni dell’allora vice sindaco Montese e il contestuale passaggio all’opposizione della lista Obiettivo Comune; le dimissioni della consigliera Foglia necessarie per far passare un piano spiaggia che premia solo alcuni balneatori; il malessere esternato dall’assessore Recchiuti; l’assenza di due consiglieri comunali per evidenti problemi politici che fanno andare deserta una seduta di consiglio che trattava varianti urbanistiche; la mancata condivisione di un consigliere del documento politico frutto della verifica di maggioranza sono sintomi evidenti di un insieme di forze politiche in crisi tra loro perché accomunate solo dalla volontà di mandare a casa il centrosinistra e non dalla condivisione di un progetto politico per la città».. «Il sindaco continua imperterrito nell’enunciazione dei tanti obiettivi raggiunti, a suo dire, dalla sua amministrazione», gli fa eco il capogruppo del Pd a Roseto Teresa Ginoble, «come a voler giustificare un operato che di fatto ha reso questa città peggiore sotto tutti gli aspetti». «Salta subito agli occhi la bocciatura netta degli assessori Fabrizio Fornaciari e Maristella Urbini» è l’analisi di Silvio Pacioni e Armando Di Sabatino, entrambi nati politicamente nel Pd, ma ora in posizione critica nei confronti del partito «i quali, se avessero un po’ di dignità, dovrebbero rassegnare subito le dimissioni, ma così non sarà perché quel che conta è la poltrona. Un’altra considerazione è la realizzazione di fatto di un monocolore Liberlsocialista, partito con poco più del 12 per cento, che occupa le cariche di sindaco e presidente del consiglio e gestisce le deleghe più importanti. Un’ultima considerazione la si può fare facendo notare che le deleghe date ai consiglieri (senza costi) sono più pesanti di quelle date agli assessori generosamente retribuiti. A conclusione di questa nota non possiamo esimerci di rimarcare la totale assenza dell’opposizione (in sostanza del Pd) che tra le sue armi letali non ha trovato di meglio che ricorrere all’abbandono del consiglio; forse per rendere più facile le cose all’amministrazione Pavone».

Federico Centola

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