Rincari di luce e gas, Teramo terza in Italia

21 Novembre 2022

I dati di ottobre dell’Unione nazionale consumatori: la città è nella top ten anche per il caro-spesa

TERAMO. Teramo è stata, nel mese di ottobre, la terza città d’Italia per i rincari di luce e gas, ed è nella top ten anche per i rincari di alimentari e bevande analcoliche. Lo rende noto l'Unione nazionale consumatori, che ogni mese rende nota la classifica completa delle città capoluogo elaborando i dati Istat del mese precedente.
Per energia elettrica, gas e altri combustibili, voce che include gas, luce (mercato libero e tutelato), gasolio per riscaldamento e combustibili solidi, se in Italia il rialzo in ottobre è stato pari al 135%, con una stangata a famiglia pari in media a 1.820 euro in più su base annua, in alcune città delle 80 monitorate si è superato addirittura il 160 per cento. A vincere questa spiacevole classifica dei cittadini più bastonati è Perugia, dove le spese per luce e gas volano del 163,8% rispetto a ottobre 2021, medaglia d'argento a Terni, +160,7%. Sul gradino più basso del podio Teramo (+152,2%). Le città meno tartassate sono Potenza con +96,1% e Aosta con +98,3%, uniche città a non aver raddoppiato i prezzi. Sul gradino più basso del podio Napoli con +108,3%.
Per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, saliti in Italia del 13,5%, equivalenti a una scoppola pari in media a 761 euro in più su base annua, batosta che sale a 1.038 euro per una coppia con due figli, in molte città è andata molto peggio rispetto alla media nazionale. A guidare la classifica dei rincari è ancora una volta Cosenza, che aveva già vinto nelle ultime due rilevazioni, raggiunta però questa volta da Macerata, che la eguaglia con un'inflazione del 16,9% rispetto a ottobre 2021. In termini di aumento del costo della vita si tratta di una stangata pari a 1.092 euro per una famiglia media di Cosenza e 920 a Macerata. Al 2° posto Catania, con un incremento dei prezzi del 16,7%, al terzo Ravenna dove mangiare e bere costa il +16,4% in più. Chiude la top ten Teramo con +15,3%. Sull'altro versante, la città più risparmiosa per mangiare e bere è Bergamo, dove i prezzi crescono "solo" del 10%, pari a 572 euro. Medaglia d'argento per Como (+10,2%), di bronzo per Biella (+10,5%).