Rintracciati i WhatsApp della pittrice

24 Gennaio 2018

GIULIANOVA. E’ stato un lungo pomeriggio quello impiegato dal consulente informatico della Procura per risalire agli account o ai messaggi WhatsApp sul telefono cellulare di Renata Rapposelli, la...

GIULIANOVA. E’ stato un lungo pomeriggio quello impiegato dal consulente informatico della Procura per risalire agli account o ai messaggi WhatsApp sul telefono cellulare di Renata Rapposelli, la 64enne pittrice originaria di Chieti scomparsa il 9 ottobre scorso a Giulianova e ritrovata un mese dopo senza vita in una scarpata di Tolentino. L’accertamento si è svolto ieri ad Osimo nello studio di Luca Russo, il consulente nominato dal pm di Ancona Andrea Laurino.
L’accertamento non sembra, almeno per il momento, aver fatto emergere sostanziali novità dalla memoria del telefonino che, va ricordato, non è stato mai ritrovato. Solo grazie a questo accertamento tecnico è stato possibile accedere, pur senza averlo materialmente a disposizione, ad alcuni account Google e ad alcuni messaggi WhatsApp che, però non sembrano aver svelato particolari utili alle indagini. Soprattutto i messaggi nella chat, infatti, sono quelli risalenti a dopo la scomparsa della donna. Agli accertamenti erano presenti anche Gianluca Reitano e Gianluca Carradori, i legali di Giuseppe e Simone Santoleri, ex marito e figlio della donna entrambi indagati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere . Con i due avvocati c’era anche il loro consulente tecnico Luigi Nicotera.
Intanto per domani è in programma un nuovo accertamento sui vestiti della donna disposto dalla Procura anconetana per accertare la presenza di eventuali tracce di altri dna. Nei prossimi giorni, poi, dovrebbero rientrare i primi risultati della consulenza tossicologica disposta dopo l’autopsia.(d.p.)
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