Rinviata la nomina di Pavone I ginobliani: «Ci sono tensioni»

L’ex sindaco doveva diventare presidente della commissione urbanistica ma la votazione è saltata Teresa Ginoble e Petrini: «Non si fida di Nugnes». La maggioranza: «C’è solo un testo da rivedere»
ROSETO. Polemiche sul rinvio della delibera sulla nomina dei componenti della commissione urbanistica nel consiglio comunale di martedì. Secondo i consiglieri d’opposizione Teresa Ginoble e Nicola Petrini, dietro il rinvio si nasconderebbe una motivazione politica dettata dagli equilibri all’interno della maggioranza tra Mario Nugnes ed Enio Pavone. «La questione è molto chiara», dichiarano i due consiglieri, «in base al testo della delibera la presidenza di tale commissione avrebbe dovuto essere subalterna alla titolarità del sindaco o di un suo delegato, un passaggio però indigesto al consigliere Enio Pavone, il quale sembra essere destinato alla guida di tale organismo. Il timore dell’ex sindaco Pavone di non vedersi attribuire un potere pieno e indipendente rispetto al primo cittadino ha condizionato l’iter consigliare e ha indotto l’amministrazione a fare un passo indietro per modificare il passaggio contestato».
Per Ginoble e Petrini manca la reciproca fiducia all’interno della maggioranza. «Solo il tempo svelerà la vera natura dei rapporti interni all’attuale amministrazione ma nel frattempo possiamo notare che ciò che è accaduto denota l’assenza di una reciproca fiducia», continuano i due, «la scelta di rinviare il dibattito, e la conseguente votazione su un tema tanto importante, ci ha molto sorpresi, essendo peraltro questa la prima delibera portata in consiglio dall’assessore Gianni Mazzocchetti, e la richiesta di rinvio è apparsa come una bocciatura dell’azione dell’assessore. La non chiara giustificazione alla base della scelta», concludono Petrini e Ginoble, «ha messo in luce il conflitto tra il dire e il fare della consiliatura Nugnes».
I capigruppo di maggioranza in una nota precisano nel merito che «è necessario verificare se il presidente della commissione possa essere il sindaco o un suo delegato, ma soprattutto se possa avere diritto di voto in una commissione consiliare. La delibera proposta ricalcava pedissequamente quella di cinque anni fa dell’amministrazione Di Girolamo, e non potevamo eventualmente perseverare nell’irregolarità. Ci siamo quindi concessi più tempo per rivederla».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

