Rinviato lo sfratto di Teleponte

31 Maggio 2016

La politica ottiene una proroga. Intanto l’editore regolarizza tre giornalisti

TERAMO. Teleponte doveva essere sfrattata per morosità domani dai locali della Gammarana di proprietà del Consorzio industriale, ma sono scesi in campo i grossi calibri della politica locale – il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e il sindaco Maurizio Brucchi – ed hanno chiesto una proroga al commissario del Consorzio. La proroga sarà concessa, ma non potrà essere lunga.

Intanto ieri, dopo una serie di incontri al tavolo delle relazioni industriali e in sede aziendale, il Sindacato dei giornalisti abruzzesi e la Filctem Cgil, in rappresentanza dei videoperatori, hanno sottoscritto ieri un verbale di accordo per la vertenza dell'emittente. La proprietà si è impegnata a stabilizzare con l'assunzione a tempo indeterminato e part-time, a partire dal 1° giugno, tre giornalisti dei quattro «dell'organico storico aziendale» cui verrà applicato il contratto di categoria Aeranti-Corallo. Non verranno modificati gli attuali assetti occupazionali dei videoperatori, che conservano le condizioni dell'attuale contratto. La proprietà, rappresentata da Aldo Di Francesco, ha confermato che ci sarebbero trattative in essere con altri soggetti imprenditoriali e ribadito la volontà di saldare le ultime spettanze arretrate entro il mese di giugno. A questo scopo il Sindacato dei giornalisti e la Cgil hanno chiesto un nuovo incontro con la proprietà entro il 20 giugno per una verifica degli impegni assunti con l'accordo.

L’accordo sindacale siglato ieri non significa ovviamente che la crisi di Teleponte si sia risolta, ma rappresenta un paracadute per i lavoratori nel caso in cui la situazione precipiti. La grande domanda resta quella di fine aprile: che futuro ha Teleponte, rimasta a lungo oscurata per difficoltà finanziarie, con una situazione debitoria importante e sotto sfratto? Al di là di presunte cordate interessate a rilevare la tv, la soluzione più probabile che resta in piedi è quella su cui Di Francesco sta trattando con Quintino Pallante, l’editore di Telemolise e Tv6. Pallante vuol rilevare solo il logo di Teleponte e l’Lcn, ovvero il canale sul telecomando, facendo nascere una Teleponte-2 con una nuova società. A dirigere la neonata tv sarebbe chiamato l’ex storico direttore Walter Cori. Non va dimenticato che è stato proprio Pallante a riaccendere il segnale di Teleponte nei giorni bui. Un gesto disinteressato, da benefattore, o l’antipasto di una trattativa che ha come scopo non far morire la tv dei teramani? La seconda, ovviamente. E alle condizioni di Pallante, che – se vuole – può “spegnere” Teleponte anche domani.(d.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA